Dalle polverose cariche della promozione in Serie C alla poltrona più prestigiosa della Juventus. La carriera di Giovanni Carnevali è un viaggio lungo quarant’anni fatto di intuizioni, relazioni e, soprattutto, di una capacità straordinaria di trasformare talenti in tesoretti. Ma è nel 2014, con l’arrivo al Sassuolo, che il dirigente milanese ha scritto il suo capolavoro gestionale.

In dodici anni alla guida del club neroverde, Carnevali ha costruito un sistema pressoché perfetto: oltre 350 milioni di euro generati dal player trading, un flusso costante di plusvalenze che ha permesso al Sassuolo di rimanere competitivo senza mai intaccare la solidità economica. Undici campionati di Serie A consecutivi (prima della retrocessione 2023/24), una storica qualificazione in Europa League e l’immediato ritorno nella massima serie: tutto questo senza mai snaturare l’identità di una piccola grande realtà.

SCELTI DA SASSUOLONEWS:

"SASSUOLO, LA PROMESSA MANTENUTA": è uscito il libro sulla stagione del riscatto neroverde

Sassuolo costretto al mercato a saldo positivo come Lazio e Monza: due le strade

Inizia una nuova era. Il Sassuolo 2.0 senza Carnevali riparte da una foto

Il modello Sassuolo: scoprire, valorizzare, vendere (e reinvestire) - Il bilancio è impressionante. Dal 2014 a oggi il Sassuolo ha trasformato ragazzi arrivati spesso da categorie inferiori o dal vivaio in campioni pronti per palcoscenici più importanti, generando plusvalenze record. Tra i nomi più rappresentativi: Manuel Locatelli (venduto alla Juventus), Davide Frattesi (all’Inter), Gianluca Scamacca (West Ham), Matteo Politano (Napoli), Stefano Sensi (Inter) e tanti altri come Demiral, Raspadori, Traorè, Vrsaljko, Sansone

Ogni cessione è stata gestita con tempismo chirurgico, massimizzando il ritorno economico e reinvestendo parte delle risorse per mantenere alto il livello della rosa. Un circolo virtuoso che ha fatto scuola in tutta Italia.

Da Monza a Torino, la continuità di un metodo - Prima del Sassuolo, Carnevali aveva già accumulato esperienza di alto livello: dagli anni Ottanta con la Milanese (acquistata insieme al padre Augusto), al sodalizio con Ariedo Braida e Beppe Marotta al Monza, fino alle esperienze a Como e Ravenna. Ma è in Emilia che ha elevato il suo lavoro a modello. Ora, a 65 anni, il dirigente porta questo know-how alla Juventus. La famiglia Squinzi gli ha permesso di costruire qualcosa di unico; a Torino sarà chiamato a replicare su scala più grande lo stesso metodo: scouting di qualità, gestione oculata dei giovani e operazioni di mercato intelligenti. Il “re delle plusvalenze” è pronto per una nuova sfida. E il calcio italiano sa già che con lui in pista, il mercato non sarà mai banale.

Tutti gli AGGIORNAMENTI sul Sassuolo Calcio in TEMPO REALE!
Aggiungi SassuoloNews.net tra i tuoi canali WhatsApp: clicca qui

Sezione: News / Data: Lun 15 giugno 2026 alle 10:05
Autore: Sarah G. Comotto
vedi letture