Giovanni Carnevali, direttore generale e amministratore delegato del Sassuolo, è intervenuto dal palco dell’evento Il Foglio a San Siro sul momento del calcio italiano dopo la terza mancata qualificazione ai Mondiali: “Il problema non è Gravina, penso che abbia svolto un lavoro positivo. Poi è chiaro che, davanti a certi eventi, ti devi dimettere. Malagò ha tutti i requisiti per gestire il sistema calcio. Sì è arrivati alla candidatura del presidente in tempi veloci.
Il nostro è un sistema ingessato, il nuovo presidente dovrà lavorare molto perché è tutto complesso. La Lega serie a deve essere il traino del sistema calcio senza dimenticare la Lega dilettanti, ma non possiamo pensare che questa Lega pesi più della A così come l’AIC. Deve esserci un buon rapporto da parte di tutte le componenti. Come Sassuolo calcio abbiamo avuto un problema emblematico con il caso Reggiani, questo è un grande problema del sistema non solo del Sassuolo. Ci vuole tanta volontà di cambiare".

Anche per il ritardo italiano sugli stadi…
“Noi abbiamo la fortuna di avere lo stadio. Abbiamo una proprietà italiana forte, vecchio stampo, con una visione e che ha cuore, una proprietà italiana importante. Se guardiamo questo sport solo come business difficoltà ce ne sono. Ho letto un’intervista del nostro amico De Laurentiis su alcune idee che non condivido”.

SCELTI DA SASSUOLONEWS:

Caro presidente De Laurentiis, sta a vedere che aveva ragione tuo figlio

SN - Grosso conferenza stampa pre Sassuolo Como: "Noi rivelazione ma in modo diverso"

Petrucci lancia Carnevali: "Dirigente illuminato, lo proporrei come presidente FIGC"

Ma scendere a 18 squadre?
“Siamo a 20, andiamo piano. Il discorso che squadre piccole non dovrebbero partecipare alla serie A? Il sogno di non lo puoi negare a nessuno perché spesso sono le piccole squadre da prendere ad esempio e spesso sono più sane di quelle grandi. Il discorso a 18 squadra si può affrontare ma va fatto un discorso a cascata. Dobbiamo fare di tutto per mandare i nostri calciatori in nazionale allo stesso tempo dare loro la possibilità di riposarsi. Noi siamo aperti a ridurre gli impegni e dare riposo ma non facciamo poi che i club grandi vanno all’estero per fare amichevoli e guadagnare qualche soldo in più. Perché poi il tempo c’è".

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Sezione: News / Data: Gio 16 aprile 2026 alle 13:13
Autore: Sarah G. Comotto
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