Il Sassuolo ha acciuffato il pareggio in extremis contro il Parma ed è sceso all'ottavo posto, superato dalla Lazio, prossima avversaria in campionato. Si sapeva già: con il Parma sarebbe stata una sfida maledettamente complicata. E' tornato Roberto D'Aversa e Roberto De Zerbi soffre tantissimo il gioco (o il non gioco) del tecnico ducale. E' successo anche ieri. Il Sassuolo di De Zerbi non ha mai fatto gol su azione al Parma di D'Aversa. Sono stati solo due i gol segnati dai neroverdi alla difesa gialloblù, entrambi arrivati su calcio di rigore: il primo quello di Babacar a Parma nel 2018/2019, il secondo quello di ieri realizzato da Djuricic al 94'. Filip è tornato a essere decisivo e siamo stati buoni profeti. Non entrava sul tabellino da ottobre, dalla sfida contro il Torino, e speriamo che il gol possa segnare una svolta per lui (il Sassuolo ne ha bisogno).

Andiamo ripetendo ormai da mesi che la condizione fisica dei top player neroverdi non è eccellente. Come dice il mister, i risultati hanno mascherato questi problemi, ma fossero tutti così i momenti complicati! Il Sassuolo è a quota 30 punti (manca un punto per eguagliare il miglior risultato di sempre al termine del girone d'andata, con la vittoria all'Olimpico la storia verrebbe riscritta). Caputo non è in condizione (ma va ritrovato soprattutto dal punto di vista mentale, giusto farlo giocare), Defrel è un mistero perché alterna buone giocate a momenti di buio assoluto, Maxime Lopez c'è (forse da casa si nota poco ma ieri, ad esempio, è entrato spesso nelle azioni decisive), Chiriches è croce e delizia (primo tempo da incubo, secondo tempo praticamente perfetto). Le big però hanno rallentato, quasi tutte. La Champions è a 4 punti di distanza (Juventus, Napoli e Atalanta hanno una gara in meno), l'Europa League è a due punti. Insomma, nonostante un periodo non particolarmente brillante il Sassuolo resta aggrappato con le unghie e con i denti al treno europeo, sperando in una svolta (che sta tardando ad arrivare).

Ora però arriveranno settimane di lavoro pieno, senza turni infrasettimanali, e speriamo che i big possano ritrovare la condizione migliore. Ma vista la situazione, perché non pensare a un piano B? Ieri Ferrari ha fatto il difensore aggiunto e si è procurato il rigore poi trasformato da Filip. Con il Parma, con l'Udinese, con l'Atalanta, con il Milan, con l'Inter, sono emersi tutti i limiti di questa squadra e mister De Zerbi non è stato in grado di trovare delle contromisure. Giustamente il tecnico va avanti per la sua squadra ma avere un piano B (ingaggiare lo Scamacca di turno, uno Llorente per fare un nome a caso), ovvero un centravanti che permetta di trovare anche delle soluzioni diverse nei momenti di difficoltà. Il Sassuolo deve fare gioco per vincere. Ok. Ma non sempre ci riesce. E allora perché non avere in tasca un piano B senza continuare a battere sullo stesso tasto con il rischio di diventare prevedibili e inefficaci? Se non ci si arriva con le classiche idee, perché non provare a smussarle? Avere un piano B non è macchiarsi del peccato originale, non è diabolico, sarebbe solo sintomo di grande intelligenza per non andare a sbattere con la testa sempre sullo stesso muro.

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Sezione: Editoriali / Data: Lun 18 gennaio 2021 alle 12:30
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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