La vigilia che precede Juventus-Sassuolo ha acceso l’attenzione non solo sul piano sportivo, ma anche su quello sanitario. Un caso di pertosse più altri cinque contagiati in casa neroverde. Ma cos’è esattamente la pertosse e perché desta preoccupazione, soprattutto in un contesto come quello di uno spogliatoio professionistico?

La pertosse, nota anche come tosse convulsa o “tosse dei cento giorni”, è una malattia infettiva acuta altamente contagiosa causata dal batterio Bordetella pertussis. Si trasmette per via aerea attraverso le microscopiche goccioline di saliva emesse quando una persona infetta tossisce, starnutisce o semplicemente parla. La fase iniziale è la più contagiosa, ma anche la più insidiosa perché sembra una banale infezione delle vie respiratorie superiori e si può presentare con raffreddore lieve, starnuti e lieve febbre (o febbricola), tosse secca e progressivamente più insistente. In questa fase è facilissimo confondere la pertosse con un comune raffreddore o con una bronchite virale.

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La seconda fase, la fase parossistica, è la più caratteristica. Qui compare la tosse convulsa vera e propria: accessi violenti, ripetuti e ravvicinati di tosse stizzosa, spesso seguiti da un inspirazione rumorosa e stridula (“il classico “canto del gallo” o “whoop” in inglese). Durante questi attacchi il malato può diventare cianotico (bluastro per mancanza di ossigeno), vomitare, avere difficoltà respiratorie gravi. 

Poi, dopo la convalescenza, la tosse diminuisce gradualmente di intensità e frequenza, ma può persistere per 2-3 mesi (da qui il nome “tosse dei 100 giorni”). Rimane una tosse residua fastidiosa, soprattutto notturna.Negli adulti e negli adolescenti vaccinati da tempo la pertosse si presenta spesso in forma attenuata: una tosse persistente per settimane che non risponde agli antibiotici classici per le infezioni respiratorie, senza il tipico “whoop”.

Come si cura la pertosse? Gli antibiotici sono il trattamento principale per la pertosse e vengono utilizzati sia per trattare l’infezione che per ridurne la contagiosità. Gli antibiotici sono più efficaci se somministrati nelle prime fasi della malattia, poiché possono ridurre la durata dei sintomi e prevenire la diffusione del batterio ad altri.

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Sezione: News / Data: Ven 20 marzo 2026 alle 16:15
Autore: Manuel Rizzo
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