Alessio Dionisi e Andrea Consigli intervistati dal canale Youtube della Lega per presentare il Sassuolo e i neroverdi. Ecco le parole del tecnico: "Credo che un pregio sia la mia credibilità? Spero, perché dovrebbero riconoscertela gli altri. Un difetto che poi può essere un pregio è la testardaggine, ci metto un po' di tempo nel poi prendere un consiglio dagli altri, credo che essere testardi sia una qualità ma può sfociare anche in un difetto. Spero di essere un allenatore che capisce le necessità. Non sono un allenatore che allena la squadra sul proprio ego, cerco di capire quali sono i giocatori determinanti e metterli nelle condizioni migliori perché credo che così si possono raggiungere risultati migliori".

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Terzo anno in Serie A e al Sassuolo...
"Non l'avrei pensato forse qualche anno fa, ora sono orgoglioso e molto contento di iniziare la terza stagione. Ho avuto la fortuna di guardare sempre avanti e di cambiare velocemente squadra e categoria. Far tre anni nella stessa squadra e poi chissà dare ulteriore continuità è una bella cosa".

Cosa vi ha lasciato la scorsa stagione?
"La stagione scorsa ci ha lasciato tanto, dal mio punto di vista mi ha insegnato tanto e penso che abbia lasciato a tutti. Si è giocato tanto in poco tempo causa Mondiale. Siamo dovuti riadattarci a una preparazione durante la stagione, al tempo stesso abbiamo vissuto dei bassi ai quali non eravamo preparati, ma al tempo stesso ci siamo compattati e abbiamo superato i momenti bassi con un periodo molto molto positivo".

Come vive il precampionato?
"Questo periodo per certi aspetti è il migliore perché ci allena 'spensierati', l'allenatore non fa scelte difficile e i ragazzi si allenano con armonia, al tempo stesso è allenarsi col mercato aperto, ma questo è, va accettato, non va combattuto, certo è che crea difficoltà in una squadra come la nostra, che ha giocatori giovani e che ancora non hanno vissuto questa esperienza molte volte. Durante le sessioni di mercato spesso non siamo stati prestativi in passato, dovremo esserlo di più. Sono contento che siano arrivati da subito ragazzi nuovi, che siano arrivati all'inizio della preparazione perché portano area fresca, volontà ed esperienze diverse".

Come si gestisce un gruppo?
"Oggi gestire un gruppo di lavoro, in generale, non è semplice, poi in un contesto del genere, in Serie A e nel calcio, non è semplice perché gli interpreti principali sono i calciatori ma al tempo stesso sono ragazzi che hanno grandissima visibilità, hanno doti rare perché sono tra i pochi eletti a poter fare uno sport riconosciuto in tutto il mondo e al tempo stesso sono ragazzi che vanno dai 18-19 ai 35 anni, quindi hai a che fare con ragazzi maturi, padri di famiglia, a ragazzi che si devono ancora formare e si ritrovano a gestire situazioni non semplici contornati da tante persone. La cosa più difficile è riportarli al lavoro di squadra perché spesso tutto quello che ruota attorno al giocatore lo allontana da tutto quello che è lo sport di squadra facendogli pensare quasi che sia diventato uno sport individuale, è la cosa più difficile ma anche stimolante".

Se chiude gli occhi cosa sogna?
"Sogno un cammino più equilibrato del Sassuolo, mi piace sognare a occhi aperti, non mi piace sognare a occhi chiusi. A 43 anni non sono più un ragazzino, sono ancorato a terra, spero che questa nuova stagione del Sassuolo sia un'annata di continuità, di soddisfazione e di miglioramenti, per me e per tutti".

Sezione: News / Data: Lun 31 luglio 2023 alle 16:56
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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