Campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 2006 e allenatore di grande esperienza, Fabio Grosso offre in questa intervista a Paradello - l'azienda che cura il prato del Mapei Stadium, e non solo, premiato come miglior manto erboso della Serie A - una testimonianza diretta sull’importanza che un terreno di gioco performante riveste nel calcio moderno. Dalla qualità tecnica del gioco alla preparazione atletica, dalla prevenzione degli infortuni alla continuità delle prestazioni, le sue parole confermano come il manto erboso rappresenti oggi un elemento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi sportivi di una squadra.

1.⁠Da calciatore campione del mondo prima, e successivamente da allenatore di grandi club, ha sicuramente avuto l’opportunità di giocare e allenare in stadi con superfici di altissimo livello. Negli ultimi due anni, da quando è allenatore del Sassuolo, ha riscontrato un’evoluzione nella qualità dei manti erbosi rispetto al periodo in cui era in campo da giocatore?

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“Il calcio è cambiato tantissimo negli ultimi anni e uno degli aspetti in cui vedo la crescita più evidente è la velocità di gioco. Da calciatore ero abituato a trovare campi eccellenti nei grandi stadi, ma anche superfici molto diverse tra loro durante la stagione, soprattutto nei mesi invernali. Oggi, invece, c’è una cura molto più scientifica e costante del manto erboso. Da allenatore ti accorgi subito di quanto il terreno influenzi il lavoro quotidiano: la velocità della circolazione del pallone, l’intensità degli allenamenti, la prevenzione degli infortuni e perfino la qualità tecnica delle partite. Negli ultimi anni ho visto una crescita importante sotto tutti questi aspetti. Al Sassuolo ho trovato grande attenzione verso questi dettagli e non posso che ringraziare tutti coloro che con grande passione e professionalità curano costantemente i manti erbosi”.

Quanto è risultato fondamentale poter giocare su un terreno di gioco performante durante tutto l’anno appena trascorso, permettendo anche di ottenere un ottimo bottino di punti proprio nello stadio di casa?

“Credo che il terreno di gioco sia una componente molto importante nell’identità di una squadra. Durante tutta la stagione abbiamo potuto lavorare e giocare su una superficie sempre performante, e questo ci ha aiutato a dare continuità al nostro modo di stare in campo. Quando hai un manto erboso di qualità, i calciatori possono esprimersi al meglio. Per una squadra che cerca di costruire calcio, di mantenere intensità e qualità nel palleggio, poter contare su queste condizioni durante tutto l’anno è sicuramente un vantaggio importante”.

⁠Che importanza attribuisce alla qualità del campo, considerando tutti i parametri per fare esprimere al meglio i giocatori in termini di performance (preparazione atletica, nutrizione, tattica di gioco, salute fisica e mentale, prestazione fisica del giocatore)?

“Nel calcio di oggi ogni dettaglio incide sulla performance, e il terreno di gioco è uno di quelli che spesso si nota meno da fuori, ma che per noi addetti ai lavori ha un peso enorme. La qualità del campo è strettamente collegata a tutto ciò che riguarda il rendimento del calciatore. Un terreno curato permette di allenarsi meglio, di sviluppare un calcio più intenso e tecnico, ma anche di gestire in maniera più efficace il lavoro atletico e la prevenzione degli infortuni”.

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Sezione: News / Data: Mer 24 giugno 2026 alle 14:52
Autore: Manuel Rizzo
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