Una grande anticipazione di SassuoloNews di dicembre (ora se ne sta 'appropriando indebitamente' anche qualcun altro): il Sassuolo pensa alla costruzione della seconda squadra. Un'esclusiva confermata nei giorni scorsi da Carnevali e ora anche da Francesco Palmieri, responsabile del settore giovanile del Sassuolo, fresco vincitore della Viareggio Cup. Il dirigente neroverde ha concesso un'intervista a CronacheDiSpogliatoio parlando del metodo Sassuolo e non solo: "Ma è soprattutto un discorso umano. Per noi che li seguiamo da quando sono ragazzini, vederli arrivare in alto è la soddisfazione più grande. Sono molto fiero di quello che abbiamo costruito in questi anni. È un lavoro che parte da lontano, nulla è lasciato al caso. Mi piace sottolineare due cose: la prima è il fatto che guardiamo tanto al calcio italiano, prendiamo i giovani, li aspettiamo e li lanciamo. Ci vuole coraggio per farlo, non è da tutti. L’altro punto importante è la riconoscenza. Tornano a trovarmi tantissimi ragazzi, non solo chi ce l’ha fatta, anzi. Vengono anche molti che non hanno avuto fortuna. Vuol dire riuscire a creare un legame a livello personale che resta poi nel tempo".

SCELTI DA SASSUOLONEWS:

SASSUOLO CAMPIONE AL VIAREGGIO PER LA 3ª VOLTA: VIDEO FESTA E PREMIAZIONE

Terzo Viareggio in 5 anni: chiamatela Coppa Sassuolo. O Coppa Palmieri

Anche Google festeggia la vittoria del Sassuolo alla Viareggio Cup

Quando si parla di calcio giovanile però il discorso non è tutto rose e fiori. "Noi stiamo lavorando per diventare un modello da seguire, ma non è sempre facile. Vorremmo fare una seconda squadra, per dare spazio ai ragazzi nel mondo del professionismo senza costringerli a cambiare ambiente, zona e allenatore. Ne gioverebbero tutti. Il problema è una regolamentazione troppo rigida che non ci permette di andare avanti. Dovrebbe essere invece più semplice il processo, anche perché sarebbe un qualcosa che farebbe crescere tutti. Noi, i ragazzi e il sistema calcio italiano in generale. Si cresce ovviamente di più se a 18 anni si fanno 30 presenze in Serie C, piuttosto che la metà o addirittura meno nelle giovanili. Poi non ci dobbiamo meravigliare se nel resto d’Europa sono tutti più avanti di noi…".

Quest’anno a Viareggio il Sassuolo ha vinto la terza edizione del torneo (un torneo da cui sono passati i più grandi campioni) negli ultimi sei anni. La seconda consecutiva. "È una dimostrazione di continuità e del fatto che anche in una realtà piccola si può costruire un qualcosa di importante. Noi lo stiamo facendo grazie a una società seria, che lavora in sinergia. Anche con la prima squadra c’è tanta condivisione. Parlo con Dionisi tutti i giorni, ci confrontiamo e seguiamo insieme la crescita dei ragazzi. Non mi piace fare nomi, la lista da fare sarebbe davvero lunga. E se guardi succede in ogni stagione con più di un ragazzo. Bisogna però imparare a conoscerli. C’è chi ha bisogno di tempo e va aspettato, chi invece è già pronto. Ma vanno lanciati. Dandogli la possibilità di sbagliare, giocare e fare esperienza".

Conclude il direttore Palmieri: "Adrian Cannavaro? Fa anche lo stesso ruolo del padre. Ieri non c’era perché ormai si allena con i grandi e Dionisi se l’è portato in panchina. Se lo merita, pensa che all’inizio dell’anno era indietro nelle gerarchie. Non giocava, faceva fatica. Nonostante fosse il capitano dell’u-18. Ha lavorato in silenzio e le ha scalate. Poi durante la sosta ha stregato Dionisi, che da lì se lo è portato con sé". Ma in copertina non ci sono solo loro. Da Kevin Bruno a Flavio Russo e Luca Baldari, match winner della finalissima di ieri sera. "Sentiremo parlare di tanti ragazzi, a Viareggio ci hanno regalato un’altra bella emozione. Da oggi però la testa è già al campionato e al futuro. È importante poi contestualizzare la realtà in cui il lavoro viene svolto. Qui c’è grande attenzione a conti e a bilanci, che non ci ha mai impedito però di lanciare giovani, valorizzarli e ottenere risultati".

Sezione: Settore Giovanile / Data: Gio 06 aprile 2023 alle 11:51
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
vedi letture
Print