Domenico Berardi sottovalutato. Sì, anche questo uno dei concetti espressi da Mario Sconcerti sul Corriere della Sera. Il giornalista ha scommesso su Donnarumma, Barella e Berardi. Il portiere ex Milan "nell’Italia vale metà lavoro". Poi la realtà ancora da dimensionare è quella di Barella: "Barella non è Tardelli e non è Antognoni, come non è Pirlo e non è Rui Costa. È l’interpretazione personale dell’uomo ovunque che alterna generosità imperfetta a idee luminose". Scrive ancora: “Resta la terza diversità. Trovare una sorpresa. Questo è un ruolo che può anche variare di partita in partita, abbiamo molti candidati, per esempio Chiesa, Castrovilli, naturalmente Insigne, che è molto di più, per esempio Verratti o Spinazzola. Ma c’è un nome che sta crescendo in silenzio, quello di Domenico Berardi, cosentino di 27 anni, premiato come miglior giovane europeo nel 2015, da noi sempre tenuto basso perché gioca nel Sassuolo e perché ci gioca volentieri, non chiede altro".

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Prosegue Sconcerti: "Berardi è un numero dieci spostato sulla fascia, ha un mancino finissimo, non latino, un po’ flemmatico, dimostrativo, alla nord europea, da grande tedesco o inglese. Mancini in realtà non ha mai davvero pensato che il titolare fosse Chiesa in quel ruolo. Chiesa è esplosivo, in un torneo breve è una divergenza, un’eccezione. Berardi è giocatore più completo, di quelli che nel totale fanno una somma irraggiungibile. Se di queste tre realtà nessuno sbaglierà torneo, arriveremo fra le prime quattro”.

Sezione: Non solo Sasol / Data: Ven 11 giugno 2021 alle 11:53
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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