"La partita è pericolosissima", ha alzato la guardia Maurizio Sarri. E se la preoccupazione per le energie spese con Atalanta e Atletico Madrid è facilmente comprensibile, per quanto riguarda il Sassuolo l’aggettivo potrebbe sembrare eccessivo, visto il quattordicesimo posto neroverde. Un "pericolosissima" di circostanza, insomma, teso a evitare cali di tensione della squadra e a far sembrare l’ostacolo più alto di quello che è, tendenza comune a tutti gli allenatori del pianeta. La squadra di Roberto De Zerbi non è il Manchester City, ma Sarri ha ragione quando sostiene che "ha dei numeri nell’espressione tattica delle partite nettamente superiori a quello che dice la classifica". E non c’entra la sua stima per il tecnico rivale. Si tratta proprio di numeri, compreso il più negativo. 

Basta contare gol fatti e subiti per capire perché il Sassuolo è appena 3 punti sopra la zona retrocessione: ne ha segnati 22, settimo attacco del campionato, ma ne ha incassati 23. Peggio solo Lecce e Genoa. Fin qui la classifica del Sassuolo sarebbe solo la logica conseguenza di una fase difensiva non all’altezza. Approfondendo un po’ di più, grazie ai dati di Wyscout, si scopre però una squadra non così morbida: i tiri subiti sono 11,05 a partita e solo sei squadre ne hanno concessi di meno. E’ vero che i neroverdi hanno permesso agli avversari di tirare in media da 17,22 metri, la distanza minore della Serie A, e questo ha sicuramente influito, però nell’essere la settima difesa per tiri concessi e la diciottesima per gol subiti c’è una componente di sfortuna. Sulla quale la Juve farà bene a non contare: il Sassuolo concederà certamente spazi, ma meno di quanto suggerirebbero quei 23 gol subiti. 

Basterebbe invece il dato dei gol segnati per rendersi conto dell’effettiva pericolosità neroverde in attacco. Pericolosità frutto di una grande qualità di palleggio: il Sassuolo è quarto per passaggi fatti, 466,53 a partita, secondo per passaggi in avanti, 146,63, e in entrambe le categorie ha la miglior percentuale di riuscita di tutta la Serie A, con l’88 e l’81 per cento. Il fraseggio stretto (la lunghezza media dei passaggi è 17,47 metri, la più bassa del campionato) sfocia di solito in attacchi centrali (il 40%), ma il 4-2-3-1 consente comunque di sfruttare l’ampiezza. Soprattutto a sinistra, dove Jeremie Boga spezza il palleggio con le sue accelerazioni e i suoi dribbling. Per la squadra bianconera sarà fondamentale non farsi irretire dai fraseggi neroverdi per evitare di lasciare spazi al nazionale ivoriano nato in Francia. Che in quel caso è davvero e a pieno titolo pericolosissimo. A rirportarlo è Tuttosport.

Sezione: Non solo Sasol / Data: Dom 1 Dicembre 2019 alle 11:14
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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