Torino-Sassuolo non si giocherà. Salvo sorprese, il match verrà rinviato. "Si stanno facendo accertamenti e tamponi giorno per giorno per capire se si è contenuta la diffusione. Non c'è una parola definitiva su questo tema: ad oggi siamo in allerta per la partita con il Sassuolo e c'è la possibilità che non si giochi. Se non ci fosse stata la variante inglese allora non avremmo preso questa posizione. Il Torino rischia di fermarsi una partita: entro domani sarà presa una decisione" le parole del dirigente della Asl, Carlo Picco. Ma cosa dice il protocollo anti-Covid aggiornato della Federazione italiana giuoco calcio (Figc) per il calcio professionistico italiano?

L'aggiornamento è arrivato dopo il focolaio dello scorso ottobre nel Genoa che, curiosamente, non giocò proprio contro il Torino (ma prima subì un'imbarcata a Napoli). Inoltre, l’aggiornamento è servito per conformarsi con gli ultimi Dpcm, con le Ordinanze e con le Circolari del Ministero della Salute, nonché sulla base dei dati epidemiologici aggiornati e delle nuove acquisizioni scientifiche. Ma andiamo con ordine. In caso di positività di almeno un membro del gruppo squadra, per poter proseguire gli allenamenti, sono necessari test molecolari o antigenici quantitativi ogni 48 ore per tutto il periodo di isolamento, oltre ad esami sierologici da effettuarsi la prima volta all’accertata positività e da ripetersi dopo dieci giorni.

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Il gruppo squadra viene posto in isolamento fiduciario senza avere contatti esterni. Si viene così a creare la cosiddetta bolla. Il soggetto o i soggetti interessati vengono naturalmente isolati e il gruppo squadra viene sottoposto ai test (anche test antigenico rapido) il giorno della gara, per poter ottenere dei risultati nel giro di 4 ore, per poter poi consentire la disputa della gara a tutti i negativi. Al termine della gara, tutto il gruppo squadra che ha avuto contatti stretti con il caso confermato riprende il periodo di quarantena fino al termine previsto. Se dovesse intervenire, come nel caso di Juve-Napoli o Torino-Sassuolo, l'Asl locale, il protocollo, che prevede un solo rinvio solamente se uno dei due club ha 10 o più giocatori (al momento sarebbero 7 i granata positivi) con numero di maglia assegnato colpiti dal Covid-19 nell’arco degli ultimi 7 giorni (non contano, dunque, membri dello staff tecnico o sanitario con il club che deve inviare i referti medici alla Lega), passa in secondo piano con la decisione sulla disputa della gara che spetta all'Asl competente.

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Al riguardo, è bene ricordare come non si tratti di un jolly a scelta del club, ma di un rinvio automatico, che può essere concesso una sola volta a squadra, se ne ricorrono le circostanze: al momento, il Torino non arriva a questi numeri (i calciatori risultati positivi sono sette). La Serie A dunque non può, a oggi, disporre il rinvio automatico della partita contro il Sassuolo. La FIGC smentirebbe il proprio protocollo. Interverrà l’ASL, e chiuderà la questione. La principale differenza rispetto alla vicenda di Juventus-Napoli, in fin dei conti, è che in quel caso l’autorità sanitaria creava un problema, peraltro ancora irrisolto, mentre in questo caso darebbe una mano e toglierebbe le castagne dal fuoco. Almeno ai granata.

Reggio Emilia 06/11/2020 - campionato di calcio serie A / Sassuolo-Udinese / foto Image Sport
nella foto: Roberto De Zerbi
Reggio Emilia 06/11/2020 - campionato di calcio serie A / Sassuolo-Udinese / foto Image Sport nella foto: Roberto De Zerbi © foto di Image Sport
Sezione: News / Data: Mer 24 febbraio 2021 alle 17:34
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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