Un gesto di coraggio che gli è costato caro. Mino Spano, collaboratore del settore giovanile Sassuolo, è stato aggredito la sera di sabato 4 aprile a Cervia mentre cercava di interrompere un violento pestaggio ai danni di due giovani coppie. Secondo quanto ricostruito, un gruppo di circa otto-dieci ragazzi aveva preso di mira le due coppie di coetanei, scaraventando a terra uno dei giovani e colpendolo ripetutamente con calci e pugni.

Spano, che si trovava nei pressi, non è rimasto indifferente: è intervenuto per difendere il ragazzo inerme, affrontando la furia del branco. Il suo tentativo di bloccare l’aggressione ha però attirato su di lui la violenza degli aggressori. Spano è stato colpito più volte, riportando la frattura di quattro dita della mano sinistra (tre con fratture scomposte e una composta), oltre a diverse contusioni. Pesante anche il bilancio per uno dei ragazzi aggrediti, trovato a terra con il volto tumefatto, diversi denti rotti. Solo il giorno successivo Spano si è recato al pronto soccorso dell’ospedale Bufalini di Cesena per le cure del caso.

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Gli aggressori si sono dati alla fuga all’arrivo dei carabinieri. Spano, residente a Sassuolo da decenni, è da anni impegnato nel mondo dello sport giovanile: oltre a collaborare con l’Under 15 del Sassuolo, svolge attività come arbitro CSI e fa parte dei Volontari della Sicurezza (V.O.S.) della città. Un profilo di persona abituata a stare in mezzo ai ragazzi e ai campi da gioco, che ha scelto di raccontare l’episodio non per cercare visibilità, ma per lanciare un allarme sul crescente fenomeno della violenza gratuita tra minorenni e sull’indifferenza di chi, quella sera, ha assistito senza intervenire.

"Erano in otto su di lui, non potevo far finta di niente", ha dichiarato Spano alla Gazzetta di Modena, esprimendo amarezza soprattutto per il silenzio di chi si trovava a pochi metri di distanza. "Voltarsi dall’altra parte è la via più comoda, ma intervenire è l’unico modo per dirsi ancora umani. È una questione di responsabilità, punto e basta. Lì vicino c’era una piadineria – ha aggiunto Spano -. Era piena di gente. Eppure, nessuno ha mosso un dito. Sono rimasti tutti a guardare mentre un ragazzo rischiava la vita. Questo mi fa più male delle dita rotte: l’indifferenza di chi guarda e non fa nulla”.

Al momento non sono stati resi noti aggiornamenti sulle indagini dei carabinieri, che stanno lavorando per identificare i responsabili dell’aggressione. Un episodio che lascia l’amaro in bocca e pone interrogativi sul senso civico e sulla sicurezza nelle nostre città, soprattutto quando a entrare in azione sono i più giovani. A Mino Spano va il plauso per il coraggio dimostrato, nella speranza di una pronta guarigione.

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Sezione: News / Data: Gio 16 aprile 2026 alle 18:26
Autore: Manuel Rizzo
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