Per settimane Alberto Aquilani ha protetto Arijanet Muric senza esitazioni. Lo ha fatto pubblicamente, lo ha fatto dopo gli errori e lo ha fatto anche quando le prestazioni del portiere hanno inevitabilmente alimentato il dibattito. Alla vigilia di Como-Sassuolo, però, qualcosa è cambiato.

Alla domanda su chi giocherà tra Muric e Stefano Turati al Sinigaglia, Aquilani non ha pronunciato il nome del titolare. Anzi, ha ammesso chiaramente che una riflessione è in corso: "Stima infinita verso questo calciatore, io lo vedo un portiere con un potenziale importante, può giocare in tutti i campionati del mondo. Chiaro che sta avendo delle difficoltà, gli errori ripetuti condizionano lui e la squadra. Ne abbiamo parlato, lui lo sa, è un ragazzo a modo e intelligente. Io devo aiutare lui e la squadra ed è una considerazione che sto facendo, per lui, per l'uomo, e per la squadra perché ci sono stati tanti errori in maniera consecutiva e una valutazione la sto facendo, poi vediamo domani". Parole pesate, ma soprattutto molto diverse da una semplice conferma.

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Muric resta un portiere stimato, ma gli errori cominciano a pesare

Il punto centrale della risposta di Aquilani sta tutto nell’equilibrio tra due concetti: fiducia e responsabilità. Il tecnico non mette in discussione il valore assoluto di Muric. Al contrario, lo descrive come un portiere con qualità potenzialmente spendibili "in tutti i campionati del mondo". Un’investitura forte, che conferma come il Sassuolo continui a credere nelle caratteristiche del giocatore.

Il problema è il momento. Muric sta alternando interventi di livello ad errori troppo evidenti e soprattutto troppo ravvicinati tra loro. Non si tratta quindi di una singola giornata negativa o di un episodio isolato, ma di una sequenza che inevitabilmente ha iniziato a condizionare sia il portiere sia la squadra.

La trasferta di Frosinone è stata l’ultimo capitolo. Sul secondo gol di Raimondo la comunicazione con Odenthal non ha funzionato, mentre sul 3-1 Muric è uscito fuori dall’area tentando di intervenire di testa su un pallone che avrebbe richiesto una gestione decisamente più prudente. Due errori molto visibili, dentro una partita nella quale il Sassuolo ha finito per concedere quattro reti.

I numeri però non raccontano soltanto gli errori

Ridurre il rendimento di Muric alle ultime incertezze sarebbe comunque parziale. Il portiere ha infatti mostrato anche qualità importanti, soprattutto tra i pali, e mantiene una buona percentuale di tiri parati. In diverse partite ha evitato che il Sassuolo subisse un passivo più pesante e ha mostrato riflessi, struttura fisica e capacità di coprire la porta che spiegano perfettamente la stima manifestata da Aquilani.

Il problema, semmai, è la distanza tra il suo potenziale e la continuità delle prestazioni. Muric può compiere una parata molto complicata e pochi minuti dopo commettere un errore di scelta: è proprio questa oscillazione a rendere il momento delicato. Per una squadra che prova a costruire dal basso e coinvolge molto il portiere nella prima fase dell’azione, la serenità dell’estremo difensore diventa fondamentale. Se viene meno, rischia di trasmettere insicurezza anche ai centrali e alla linea difensiva.

Aquilani: "Devo aiutare lui e la squadra"

C’è poi un passaggio delle parole dell’allenatore che merita attenzione. "Io devo aiutare lui e la squadra". Insistere può aiutare Muric a ritrovare fiducia, ma può anche esporlo a un’altra partita sotto pressione. Fermarlo per un turno, invece, potrebbe essere interpretato come una bocciatura oppure diventare semplicemente il modo per permettergli di staccare mentalmente e ripartire.

È una decisione tutt’altro che banale. Il tecnico lo ha detto apertamente: la valutazione viene fatta "per lui, per l’uomo e per la squadra". Ovviamente, non si tratterebbe di una punizione ma di una scelta tecnica e psicologica.

Turati aspetta

Stefano Turati intanto aspetta la propria occasione e ora, per la prima volta, sembra esserci un ballottaggio reale. Aquilani non ha annunciato una gerarchia diversa né ha dato indicazioni definitive, ma il semplice fatto di aver rinviato la decisione a "domani" significa che la porta resta aperta.

La domanda resta una sola: Aquilani preferirà proteggere Muric confermandogli fiducia oppure sceglierà di interrompere momentaneamente la serie di errori cambiando titolare?

Como diventa un test ancora più delicato

La scelta assume ulteriore importanza considerando l’avversario. Il Como è una squadra che palleggia, costruisce, muove rapidamente il pallone e prova ad attirare la pressione per poi liberare uomini tra le linee. Al Sinigaglia il Sassuolo dovrà essere pulito nelle uscite e preciso nella gestione dei momenti.

Un errore in costruzione potrebbe essere pagato immediatamente. È anche per questo che Aquilani non può permettersi di trasformare la decisione sul portiere in una questione esclusivamente emotiva. Serve il giocatore che, in questo momento, offre maggiori garanzie alla squadra.

Una decisione che pesa più di un semplice cambio

La vigilia di Como-Sassuolo consegna dunque un dubbio che fino a pochi giorni fa sembrava non esistere. Muric resta un portiere fortemente stimato dal proprio allenatore. Aquilani continua a vederne il potenziale e non ha smesso di proteggerlo. Ma questa volta ha aggiunto un elemento nuovo: gli errori consecutivi hanno un peso e la squadra viene prima di tutto.

La scelta tra Muric e Turati non stabilirà definitivamente chi sia il portiere del Sassuolo per il resto della stagione, ma dirà molto sulla gestione di questo momento.

Domani arriverà la risposta. E, alla vigilia di una trasferta già complicata come quella di Como, la prima vera partita potrebbe giocarsi ancora prima del fischio d’inizio: davanti alla lavagnetta di Aquilani, nel momento in cui dovrà decidere a chi consegnare i guanti.

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Sezione: News / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 16:13
Autore: Sarah G. Comotto
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