Lunga chiacchierata di Giovanni Carnevali ai microfoni di GR Parlamento a “La Politica nel Pallone”. Ecco l'intervento integrale del dirigente del Sassuolo trascritto per voi dalla redazione di SassuoloNews.net: "Sicuramente è stata una bella gara, una grande partita per noi in un grande stadio e per cui sicuramente è stato un bello spot, per cui al di là del risultato io penso anche lo spettacolo per aver visto anche i quattro gol per cui una partita interessante da vedere da parte di tutto il pubblico. Una partita all'inglese? Sì, una partita all'inglese, una partita comunque con emozioni, io penso che oggi il calcio sia bello quando c'è emozione perché necessita da parte del pubblico, dei tifosi ,di non perdere quello spirito che probabilmente in questi ultimi anni stiamo rischiando di perdere per cui penso che il fatto di poter venire a una partita così è una partita importante ma non soltanto Milan-Sassuolo ma ho visto anche altre gare di ieri, sono state partite comunque interessanti".
Il Sassuolo è una neopromossa ma ieri sembrava una squadra che era in Serie A da una vita...
"Ma noi ci siamo stati in Serie A per tanti anni, è vero che siamo una neopromossa perché l'anno scorso abbiamo disputato il campionato di Serie B, fortunatamente ci siamo stati soltanto un anno ma siamo ripartiti, siamo ripartiti con la stessa voglia, gli stessi obiettivi, siamo ripartiti grazie alla proprietà nostra, alla famiglia Squinzi che ci ha dato la possibilità appunto di proseguire con le stesse idee, con lo stesso modo di lavorare, con un allenatore come mister Grosso che sicuramente ci sta dando tanto, anche con il nostro direttore sportivo, con Francesco Palmieri, siamo riusciti a organizzare una squadra comunque che credo possa disputare un buon campionato come quello che sta facendo adesso".
SCELTI DA SASSUOLONEWS:
SN - Pinamonti: "Non so qual è la mia dimensione. Sogno sempre la nazionale"
SN - Grosso conferenza stampa post Milan Sassuolo: "Usciamo dal campo con qualche rimpianto"
Milan-Sassuolo 2-2, pagelle quotidiani: Pinamonti gladiatore, Laurienté ciclonico. Muric...
11 stagioni in Serie A, il sesto posto nel 2015-2016 quando raggiunse il Sassuolo l'Europa League, una storia davvero davvero importante con uno stadio che è un bello stadio, nella situazione molto complicata degli stadi in Italia...
"Una storia, chi la conosce un po' come noi che la viviamo internamente, è una storia affascinante, pensando appunto come siamo partiti. Io sono a Sassuolo da 13 anni, abbiamo fatto 11 anni in Serie A, uno di B e questo è il 13esimo anno e siamo ancora in Serie A. In uno stadio comunque importante perché è uno stadio che è diventato di proprietà, lanciando la nostra politica, lavorando molto sui giovani per cui con un settore giovanile di un certo livello. Si stanno facendo tante cose interessanti, abbiamo un centro sportivo che è all'avanguardia. Io penso che Sassuolo tante volte potrebbe essere preso anche come esempio da alcuni club per capire un po' come si può gestire una società con sostenibilità, per cui è chiaro che è un campionato difficile, ma proprio perché è un campionato difficile secondo me, di solito si parla sempre dei grandi club, si parla sicuramente meno dei club minori, ma questi club stanno facendo delle cose straordinarie per poter rimanere in questo campionato, che è un campionato difficilissimo, non soltanto sotto l'aspetto tecnico, ma sotto anche l'aspetto economico, perché sennò si rischia veramente di fare dei danni incredibili".
Sette risultati utili contro il Milan, ieri il Sassuolo poteva anche vincere. Autostima per il proseguo della stagione, con quali obiettivi a questo punto? Grosso, non guarda la classifica, Carnevali?
"Noi abbiamo un obiettivo che è ben chiaro, l'obiettivo è quello di arrivare alla salvezza il più velocemente possibile, è chiaro che nel momento in cui, quando ci arriveremo, ci divertiremo per cercare di fare più punti possibili, però oggi siamo concentrati sul rimanere in Serie A, che non sarà facile, però diciamo che quello che stiamo dimostrando sul campo penso che siamo sulla strada giusta, però non dobbiamo guardarla tanto, dobbiamo cercare di portare avanti un po' quelle che sono le nostre idee, divertirsi, cercare di fare più punti possibili, ed è normale che nel momento in cui tu ottieni un pareggio come quello di ieri qui alla Scala del calcio di San Siro ti dà tanto orgoglio e tante volte si vive anche di questo, di grandi soddisfazioni".
Una telefonata Beppe Marotta l'ha fatta ieri?
"No, ultimamente non lo sto sentendo, sono impegnati su tutti i fronti".
Quanto sarebbe utile Giovanni Carnevali alla Fiorentina adesso?
"Ti ringrazio, la Fiorentina è un grande club, ma io ho l'opportunità di essere in un altro grande club come il Sassuolo calcio, soprattutto faccio parte di una società in cui c'è a capo una famiglia, e è una delle poche famiglie italiane che fa lavorare con un metodo di lavoro, posso dire speciale, perché per loro la società di calcio è come se fosse una delle tante aziende che loro hanno, ed è chiaro che poi bisogna portare i risultati. In Italia non è così facile, io conosco benissimo quello il nostro mondo calcistico, ma siamo anomali, per cui è qualcosa di speciale. Io reputo Sassuolo una grandissima società".
Qual è il segreto del Settore giovanile del Sassuolo?
"Il segreto è crederci e aver voglia di investire, sia con i tecnici, sia anche nelle strutture, e oggi la nostra idea è quella di migliorarsi sempre di più, perché è stata la volontà della proprietà del dottor Squinzi e anche la volontà di crescere sul settore giovanile, noi siamo cresciuti molto soprattutto da quando abbiamo iniziato che eravamo proprio 13 anni fa, abbiamo avuto dei successi come un campionato Primavera, la Supercoppa Italiana, e credo che oggi l'obiettivo è proprio quello di far sì che alcuni giocatori giovani possano crescere e arrivare a fare bene anche per la prima squadra, cosa che in questi anni ci siamo sempre riusciti e abbiamo voglia, perché se posso risparmiare un euro sulla prima squadra posso investirlo sul settore giovanile, perché deve essere un po' il futuro del calcio, ma deve essere il futuro della nostra società, sapendo anche che non siamo assolutamente aiutati come società di calcio italiane con le regole che ci sono, che invece di aiutarti penalizzano, e questo è un discorso molto ampio che andrebbe discusso, perché poi dopo noi ci lamentiamo che in Nazionale non arrivano giocatori o facciamo male, non arrivano i giovani, però tante volte siamo penalizzati da regole che purtroppo non funzionano e questo è un danno per tutte quelle società che vogliono investire nel settore giovanile".
Cosa vi ha indotto a credere in Fabio Grosso questa volta?
"Il Sassuolo anche in passato ha avuto grandi allenatori, qui sono passati Massimiliano Allegri, Stefano Pioli, Roberto De Zerbi. Io credo che Fabio Grosso possa dare continuità anche a questo percorso di questi grandi mister, io ricordo benissimo che nel momento in cui noi siamo retrocessi con Fabio che al di là che lo conoscevamo bene, la scelta è ricaduta su di lui perché sia per quanto riguarda l'aspetto metodo di gioco, stili di gioco per cui tutto quello che lui può dimostrare e insegnare sul campo, lo conoscevamo anche bene sotto l'aspetto umano come persona che è una grandissima persona, c'è un grande feeling, nel momento in cui penso che tra società e mister ci sono le stesse idee, gli stessi obiettivi, la stessa volontà si possono fare delle buone cose, per cui non c'è soltanto l'aspetto tecnico ma c'è anche l'aspetto umano. Io sono convinto che Fabio Grosso ha tutte le caratteristiche, tutte le possibilità per poter diventare un grande allenatore, io penso che sia da tra i giovani uno dei migliori, se non il migliore che ci possa essere".
Laurienté 4 gol contro il Milan, il Sassuolo fa spesso bei risultati. Dovreste giocare più spesso con il Milan?
"Se dovessimo giocare più spesso al San Siro, io sono di Milano, mi fa piacere, amo il calcio, amo il San Siro, per cui ci giocherei tutti i giorni allo Stadio San Siro, io spero che anche se non vediamo rossonero ma già è capitato di vedere altri colori, di aver fatto bene. L'importante è che al di là di Laurenté che ieri ha fatto un'ottima gara, tutta la squadra ha fatto una gara importante, è stato veramente un bello spot per il calcio italiano. I giocatori c'è anche un giusto mix, sono tanti, Matic ha fatto una gara straordinaria, Matic è un professore, Pinamonti, sebbene magari non abbia segnato ha lavorato tantissimo per la squadra, Pinamonti è un giocatore che va attenzionato per la nazionale. Questa è una squadra che si è amalgamata bene, per cui penso che possa dimostrare qualche cosa di buono, al di là del risultato, noi abbiamo sempre avuto un po' la filosofia che possiamo cercare anche di dimostrare anche un bel calcio".
Restando a Laurienté, perché oggettivamente ieri ha dato spettacolo, non è che il Milan per risolvere il problema dell'attaccante viene a citofonare a casa di Giovanni Carnevali?
"A chi citofona noi apriamo a tutti. Se il Milan o qualche altra società valutiamo, chiaro che noi nel mese di gennaio ci piacerebbe mantenere la squadra il più possibile così come adesso, però facciamo tutte le valutazioni, chiaramente non poniamo limite a nulla. Laurienté è un giocatore di grande qualità, abbiamo già avuto tutte le richieste nel passato anno, però abbiamo avuto anche la forza come società di trattenere i giocatori più forti per il campionato di Serie B, ma questi giocatori si sono dimostrati dei super professionisti, perché siamo retrocessi tutti assieme e tutti assieme dovevamo risalire in Serie A il più breve tempo possibile, ci siamo riusciti, però adesso è chiaro che può essere arrivato anche il momento in cui se ci sono delle opportunità, delle proposte interessanti di poterle tenere in considerazione".
È stato un bene che sia saltato il trasferimento a luglio con il Sunderland per 20 milioni, perché adesso probabilmente ne vale molti di più, dopo la partita di ieri, visto il giocatore, vista la carta d'identità, quanto chiede il Sassuolo? 30 milioni? Un giocatore di livello assoluto come peraltro ne avete avuti tanti in questi anni...
"Possono bastare, ma non è tanto il discorso dei venti, dei trenta, di capire un po' la società, i momenti, le situazioni, la possibilità, perché nel momento in cui cedi un giocatore devi sapere con chi lo puoi rimpiazzare, perché ci sono dei momenti in cui lo puoi fare e dei momenti in cui non lo puoi fare, magari i momenti in cui hai più difficoltà puoi anche chiedere più denaro rispetto a quelli in cui puoi chiedere meno. Ogni trattativa, è difficile dire, i giocatori non hanno un cartellino attaccato al collo con il prezzo, si determinano di volta in volta, tante volte sono gli stessi procuratori che vogliono portare avanti queste trattative chiedendo quanto può costare, ma si dimenticano tante volte che i procuratori devono fare il loro mestiere e non devono fare il mestiere dei dirigenti, perché se fosse così allora avrei meno lavoro da fare io e non avrei necessità di avere un direttore sportivo. Per cui ognuno deve stare un po' al suo posto e cercare di lavorare nel modo giusto e professionalmente corretto da parte di tutti".
Quindi il titolo è Carnevali: "30 milioni per Laurienté possono bastare"?
"No, se avessi detto anche 40-50-60 avrei detto si possono bastare, non è quello perché in questo momento non c'è da dare un prezzo a un giocatore, è da fare una valutazione, come dicevo prima, per cui dobbiamo ragionare e capire perché ci possono essere dei momenti in cui tu puoi anche cedere un giocatore anche a un prezzo inferiore a quello che tu avevi in mente".
Koné è un altro giocatore molto interessante...
"Koné è un giocatore forte. Oggi devi avere una struttura snella in società ma con dei collaboratori molto validi, per cui anche nelle scelte dei giocatori si fa una scelta, una ricerca comune. Si parla tanto di algoritmi, ma anche noi abbiamo una struttura che lavora per questo ma in modo molto ridotto, la percentuale che noi diamo è molto bassa rispetto a quella che è la scelta del giocatore visto proprio di persona. Koné è un giocatore che ha già avuto qualche richiesta ma tra richieste poco concrete noi dobbiamo essere concentrati su quello che è il nostro obiettivo, per cui non dobbiamo lasciarci prendere da momenti in cui arriverà il pensiero del calciomercato perché adesso a gennaio ci sarà un mese di trattative in cui tante volte i giocatori avranno idee diverse da quelle che di solito in questo momento possono avere. Questo non fa tanto bene al nostro sistema, un mese è bello lungo in una fase così importante del nostro campionato ma noi oggi vogliamo mantenere la rosa al completo su quello che abbiamo, anzi se c'è la possibilità e se ci sono delle opportunità soprattutto sui giocatori giovani, sui giocatori di prospettiva magari siamo in grado di fare qualche investimento ma con questo tipo di ragazzi".
Uno dei tormentoni del mercato riguardo al Sassuolo negli anni passati è sempre stato quello di Domenico Berardi che ormai è un giocatore simbolo di questo Sassuolo, credo che sia finito ormai il tormentone, Berardi resterà a vita con voi?
"Io ho sempre sperato che Berardi potesse continuare la sua carriera in questa società, nel Sassuolo, e ne sono ben felice. Io mi sento di dire questo, se io oggi fossi in un club importante penserei di acquistare Berardi perché Berardi è un campione per cui al di là dell'età penso sia nel momento migliore. Stiamo facendo bene anche senza di lui ma perché come sapete non è tante volte il giocatore che fa la differenza ma è la squadra. Se c'è una squadra ben organizzata ben venga avere Berardi sempre ma se non ce l'hai riesce anche tante volte a fare diversamente anche perché tutto sommato abbiamo avuto la possibilità di lanciare Volpato che è un ragazzo del 2003, giovane, di grande prospettiva e sono convinto che anche lui potrà fare una carriera importante".
Volpato?
"Diamogli il tempo per crescere, per maturare perché Volpato ha grandissime qualità, ha un potenziale importante, forse lui nemmeno lo sa, però è ancora un ragazzino, ancora giovane, deve ancora crescere anche sotto l'aspetto proprio mentale. Io penso che per Volpato sia importante avere dei giocatori di grande esperienza come abbiamo noi, ti faccio un esempio prima di Matic, può aiutarlo a crescere. Il mister lo sta toccando nelle corde giuste, se lui non sbaglia e non fa degli errori è un ragazzo sono sicuro che potremo avere un potenziale anche per il calcio azzurro perché è qualcosa di speciale questo ragazzo".
Come valuta Giovanni Carnevali la decisione della Lega Calcio di istituire una commissione dedicata al prezzo dei biglietti nel settore ospiti?
"Io ho sentito parlare di questa commissione voluta soprattutto dalla richiesta che è stata fatta dal Milan, ma io in questa commissione sicuramente non parteciperò. Innanzitutto dico una cosa più importante, bisogna avere rispetto dei tifosi, è chiaro che non va bene se tu per i tifosi soprattutto per quanto riguarda la parte dei club o meno quando vengono in trasferta, quando viene a giocare il Milan, l'Inter o la Juve, fare dei prezzi elevati, questo non è corretto perché i tifosi sono i nostri clienti e noi dobbiamo avere il massimo rispetto per cui non possiamo fare dei prezzi spropositati, però ognuno deve essere libero di fare il prezzo che vuole. Noi abbiamo giocato ieri con il Milan, se io devo mantenere lo stesso prezzo che vengono fatti per i nostri tifosi dove sono stati messi ieri allo stadio, non lo trovo corretto avere lo stesso prezzo per quando vengono i tifosi del Milan nel nostro stadio perché hanno una visione completamente diversa. Anzi, io penso che quei poveri tifosi che devono andare allo stadio San Siro al terzo anello in alto non dovrebbero pagare nulla, forse dovrebbero essere pagati per andare a vedere una partita, per cui ognuno faccia i suoi prezzi avendo sempre un'attenzione massima e rispetto nei confronti di tutti i tifosi. Però ognuno deve essere libero perché in base a dove li vai a mettere, a posizione, a tipo di stadio, a come vengono trattati, perché noi oggi quello che manca proprio in tanti stadi sono i servizi".
È il problema degli stadi...
"Esatto, però bisogna lavorarci e allora tante volte, io credo che qui c'è un discorso molto ampio che va dalla parte della politica fino anche alla parte nostra. Però penso anche che tante volte anche se lo stadio non è tuo, non è di proprietà, però bisogna fare degli investimenti all'interno per cercare anche di migliorarli. Però questo non ha niente a che vedere appunto con il mantenere gli stessi prezzi per i tifosi sia quando si gioca in casa sia quando si gioca fuori".
Il fatto che la Lega abbia dato un'autorizzazione anche a voi, avete votato se non sbaglio, per andare a giocare in una partita che aveva l'italiano aperto. Forse è mancato proprio il rispetto dei tifosi di portare una partita in Australia.
"Sì, io sono assolutamente d'accordo, perché io credo che Milan-Como si debba giocare a San Siro e non necessita di andare a giocare in altre parti. Se lo si va a fare per due motivi, uno per promuovere il calcio italiano, non so quanto lo possiamo promuovere ad andare in Australia. La seconda per la questione di business economico, io credo che tante volte se noi tutti guardiamo sempre l'aspetto del denaro, anche se è un momento di difficoltà per cui dobbiamo fare molta attenzione, ma rischiamo di rovinare questo giocattolo, che è il giocattolo più bello che ci possa essere, giocare a calcio. Non dobbiamo mai perdere questo focus perché se non rischiamo, tra regole e tutto quello che esiste, si va a perdere un po' la realtà di questo giochino fantastico".
Com'è questo campionato?
"È bellissimo questo campionato, perché stasera c'è anche Roma-Como, però siamo tutti lì perché l'Inter ha 33 punti, il Milan ha un punto, il Napoli ha due, per cui sia per la parte alta ma speriamo che si vada avanti così. È un campionato spettacolare, interessante, anche se da parte medio-bassa della classifica, i punti sono pochi di differenza. Il campionato deve essere interessante. Il campionato è bello tante volte quando ci sono anche alcuni club, come dicevo prima, medio-piccoli che possano lottare. Perché? Perché per certe squadre, come per il Sassuolo e come vale anche per tante altre squadre, andare a giocare contro l'Inter o il Milan e fare un risultato è un sogno. I sogni vanno vissuti con il cuore, l'emozione, sono le cose più belle. Tante volte si pensa solo che debbano andare a giocare i grandi club. I grandi club benissimo ma non possiamo far morire gli altri club più piccoli".
Cosa scrive Giovanni Carnevali a Babbo Natale?
"Penso che dobbiamo dividere due cose, umanamente di tanta serenità, in un mondo che va sempre così veloce a volte perdiamo di vista il bene comune di tutti. Il sogno nel cassetto? Continuare a far sì che questa società possa continuare con questo stile, questa voglia di lavorare, alzare sempre il livello di crescita per poter ambire a fare qualcosa di particolare, magari un risultato che possa avvicinarci a fare un discorso legato all'Europa".
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