A un certo punto sembrava che a vincere dovessero essere loro, il nutrito sciame di formiche con le ali che da metà primo tempo fino praticamente a fine partita ha deciso di invadere il campo di Ronzone come un esercito deciso a prendersi la scena, ma il Sassuolo, oltre a essersi dimostrato più forte dell'Alta Anaunia, ha battuto anche loro, andando oltre il semplice compito della passerella con i ragazzi dell'Alta Anaunia che, nonostante tutto, dopo aver praticamente tirato i remi in barca nella ripresa, sono riusciti anche a togliersi la soddisfazione di segnare un gol a Turati ed ecco, in giornate come questa, quell'1 nella casella dei gol subiti può essere vista come una nota negativa.

Sì, perché oltre al 22-1 finale, c’è da registrare quel gol incassato da Turati nel finale con un pasticcio difensivo. Un dettaglio che, in una passerella di questo tipo, può sembrare irrilevante. Invece no. In giornate come queste, quell’1 nella casella dei gol subiti suona quasi come una nota stonata in un concerto altrimenti perfetto. Un piccolo promemoria: anche quando tutto sembra sotto controllo, il calcio sa sempre come ricordarti che non esiste partita banale.

Di positivo però c'è tanto, tenendo presente naturalmente della 'forza' degli avversari. Il Sassuolo di Aquilani ha iniziato con un 4-3-3 a trazione anteriore con Ciervo terzino destro, Bakola mezz'ala che si alza e si trasforma in trequartista e il tridente offensivo formato da Nuamah, Pinamonti e Laurienté. Si sono notate subito le prime differenze con il calcio proposto da Fabio Grosso. Dopo due anni di poco pressing, di blocco basso e di squadra pronta ad andare immediatamente in verticale, ci sarà un ritorno al 'DeZerbismo' o forse impareremo a chiamarlo 'Aquilanismo': più possesso palla, tutti i giocatori partecipi, i terzini che vengono dentro al campo, riaggressione alta con la squadra a uomo su uomo a tutto campo. Forse vedremo più spettacolo, più giocate, più gol incassati. Ma per questo è ancora presto.

Anche se l'amichevole con l'Alta Anaunia lascia il tempo che trova, per usare i termini di Edoardo Iannoni che ho intervistato ieri in esclusiva dopo la gara, quello di Aquilani è un "gioco di squadra abbastanza elaborato ma molto pragmatico, un gioco che coinvolge tutti i giocatori con una fitta rete di passaggi, cercando di coinvolgere tutti in campo, le catene, cercare di tenere la palla dentro per poi uscire e non avere fretta di fare la manovra per arrivare al tiro". Ecco, i principi di gioco del nuovo allenatore neroverde si sono già cominciati a vedere, nonostante i pochi giorni di allenamento. Ovviamente la strada è lunga, il cammino tortuoso, e non si sa dove porterà, ma il percorso è tracciato. E mentre le formiche con le ali tornano nei loro formicai, il Sassuolo riprende a volare. Con umiltà, con ambizione e con la consapevolezza che, per diventare grande, bisogna prima saper vincere anche contro chi, sul campo, può solo sognare.

Sezione: Editoriali / Data: Ven 17 luglio 2026 alle 17:40
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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