Luigi Samele, attaccante del Sassuolo, si racconta a L'Immediato. Dall'esordio in Serie A di qualche settimana fa, agli inizi con la maglia del Monopoli passando per l'avventura nella Primavera neroverde. Ecco le parole del giovane centravanti del Sassuolo: “Quando sono rientrato negli spogliatoi dopo l'esordio in A avevo lo sguardo perso nel vuoto. Mi sono fermato a pensare e mi sono passati davanti tutti i sacrifici e tutti i chilometri che hanno percorso i miei genitori per accompagnarmi agli allenamenti, quando ero più piccolo. La mia famiglia mi è stata molto vicina e devo a loro questo traguardo. È stata un’emozione indescrivibile e spero di poter presto tornare a provare emozioni di questo tipo”. Lui, di Carapelle in provicina di Foggia, ha segnato il primo gol tra i pro proprio contro il Foggia, quando aveva addosso la maglia del Monopoli: “Sono scoppiato a piangere. Dopo quel gol ho ripensato a tutto il mio percorso fatto di delusioni ma anche soddisfazioni. È stata una rivincita per me”.

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Su Sassuolo dice: “Sassuolo è una città molto tranquilla – spiega Samele –, ho conosciuto Paolo l’anno scorso appena arrivato e mi aiutò parecchio ad ambientarmi. Qui ho trovato una piazza che ti permette di crescere sia dal punto di vista calcistico che umano. Allenarsi con grandi professionisti è sicuramente fonte di ispirazione”. Si ispira a Ibrahimovic e Dzeko che sono due veri e propri riferimenti per il ruolo, ma c'è anche Scamacca dal quale prendere esempio: “Un altro riferimento ce l’ho in prima squadra : Gianluca Scamacca è un ottimo attaccante, cerco di ‘rubare’ tanto da lui, dalle sue qualità, dai suoi movimenti. Sicuramente in prima squadra ho tanti modelli importanti a cui ispirarmi, come Berardi, Magnanelli, Peluso, Pegolo e Ferrari, calciatori che hanno scritto pagine di storia per questo club e che oggi mi stanno dando una mano per crescere”.

Gli hanno dato una grande mano anche i suoi amici di Carapelle e della provincia di Foggia. Il ricordo della sua terra di origine e dei suoi amici è sempre nel cuore del giovane calciatore anche se il lavoro lo ha portato lontano da casa. “Mi hanno aiutato a diventare l’uomo che sono. Mi hanno aiutato anche le delusioni. Dico questo perché nel contesto della provincia di Foggia non è facile, non abbiamo tante strutture dove praticare sport. È triste vedere che siano sempre meno i bambini a giocare a pallone per strada – conclude -. Spero che guardando la Serie A questi ragazzi possano imparare a sognare, così come è stato per me e per i miei amici quando eravamo più piccoli”.

Sezione: Settore Giovanile / Data: Gio 20 gennaio 2022 alle 20:34
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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