La giornata di Serie A ha lasciato in eredità non solo risultati e classifiche, ma anche un nuovo capitolo di polemiche sul protocollo VAR. Protagonista, suo malgrado, è il VAR Rosario Abisso, arbitro della sezione di Palermo, finito al centro di due letture opposte in poco tempo. Sabato sera all’Allianz Stadium, durante Juventus-Sassuolo (1-1), Abisso – in qualità di VAR – ha richiamato l’arbitro Matteo Marchetti al monitor per il contatto tra Idzes e Vlahovic a pochi minuti dal termine della gara.

Un episodio borderline, o quantomeno “non chiaro e lampante”, con il tocco di mano di Idzes che dalle immagini non sembra netto e comunque è involontario e da distanza ravvicinata. Eppure Abisso ha ritenuto che ci fossero gli estremi per una revisione, spingendo Marchetti a rivedere l'episodio al monitor e a concedere il rigore alla Juve (poi parato da Muric).

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Una scelta che ha acceso polemiche immediate. Lo stesso Abisso era stato AVAR nella sfida Inter-Atalanta. In quell’occasione, sul contatto tra Scalvini e Frattesi in area nerazzurra, Abisso non ha ritenuto di suggerire al VAR Paolo Gariglio (e quindi all’arbitro Manganiello) di rivedere l’episodio al monitor. Un contatto che, a gioco fermo, tutte le moviole hanno giudicato punibile e che la stessa AIA ha poi definito “chiaro e lampante” durante la trasmissione Open VAR di martedì sera.

Due decisioni opposte dello stesso VAR: intervento attivo in un caso, silenzio nell’altro. Una doppia lettura che ha riaperto il dibattito sulla coerenza del protocollo VAR e sulla soggettività delle valutazioni, soprattutto quando a intervenire è lo stesso ufficiale.

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Sezione: News / Data: Mar 24 marzo 2026 alle 17:01
Autore: Manuel Rizzo
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