Il campionato italiano sta vivendo una delle fasi più avare di reti degli ultimi vent’anni. Dopo 32 giornate, in Serie A sono stati segnati complessivamente 782 gol, 43 in meno rispetto allo stesso turno della scorsa stagione. Si tratta del secondo peggior parziale dal 2004-05, quando il torneo è tornato al format a 20 squadre: peggio era andata soltanto nel 2010-11, con 779 reti dopo 32 giornate (totale finale: 955).

Proseguendo con questo ritmo, la stagione 2025-26 potrebbe chiudersi con circa 928 gol complessivi: sarebbe il dato più basso di sempre nell’era dei tre punti a vittoria e del campionato a 20 formazioni. Ma il problema non riguarda solo la quantità complessiva. Ancora più evidente è la crisi dei cannonieri.

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A oggi, soltanto otto giocatori hanno raggiunto la doppia cifra: un circolo ristretto che mescola centravanti puri o adattati – come Lautaro Martínez e Marcus Thuram (Inter), Rasmus Højlund (Napoli), Donyell Malen (Roma), Anastasios Douvikas (Como) e Keinan Davis (Udinese) – e numeri dieci come Nico Paz (Como) e Kenan Yıldız (Juventus).

Alle loro spalle, una pattuglia di inseguitori è a un passo dal traguardo: Hakan Çalhanoğlu, Giovanni Simeone, Rafael Leão e Nikola Krstović sono a quota 9, mentre Scott McTominay, Riccardo Orsolini, Christian Pulisic, Moise Kean e Andrea Pinamonti, Mateo Pellegrino e Gianluca Scamacca sono a 8 potrebbero raggiungerli nelle ultime sei giornate. Eppure, anche allargando lo sguardo, emerge un altro dato significativo: non c’è un solo italiano nella top ten della classifica marcatori.

In testa comanda Lautaro Martínez con 16 reti. L’argentino, alle prese con un infortunio, potrebbe rientrare soltanto per le ultime tre giornate. Considerando che al momento non è il rigorista titolare dell’Inter e che l’Inter potrebbe arrivare al rush finale con lo scudetto già in tasca, appare difficile che riesca a raggiungere quota 20. Alle sue spalle, Douvikas e Nico Paz sono fermi a 11 gol, mentre Davis salterà almeno altre 3-4 partite. Con ogni probabilità, quindi, il capocannoniere della Serie A 2025-26 chiuderà il torneo con meno di 20 reti. Un evento che non si verificava dal 1990-91, quando Luca Vialli si fermò a 19 gol (in 26 presenze) nell’anno magico dello scudetto della Sampdoria, in un campionato che prevedeva ancora 34 giornate.

Queste statistiche aprono a riflessioni più ampie sul calcio italiano attuale: maggiore equilibrio difensivo, tattiche sempre più prudenti, ma anche una certa sterilità offensiva che rischia di impoverire lo spettacolo. Nelle ultime sei giornate il campionato avrà modo di invertire la tendenza, ma i numeri attuali fotografano un trend che non va sottovalutato.

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Sezione: News / Data: Mer 15 aprile 2026 alle 14:24
Autore: Manuel Rizzo
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