Entrato in società nel 1985 quando i neroverdi erano in serie C2, Remo Morini ha vissuto tutte le stagioni del Sassuolo. Dalla D all'Europa, lui c'è stato sempre. Morini ha parlato alla Gazzetta di Modena, parlando dall'esterno della camera ardente. Queste le sue parole: "Abbiamo perso una persona straordinaria, personalmente un amico con il quale ho condiviso momenti indimenticabili. Squinzi era un imprenditore eccezionale, un gentiluomo che mi ha insegnato tanto".

Come l'hai saputo?
"Quando mercoledì sera Carlo Rossi mi ha dato la tragica notizia stavo guardando l'Inter. Per me è stato uno shock incredibile. Ho spento immediatamente la tivù e sono andato a letto, ma non ho chiuso occhio. Sapevo che non stava bene, ma non mi sarei aspettato questo epilogo".

I ricordi di Squinzi?
"Per due volte Squinzi è stato sul punto di mollare il Sassuolo, quando perdemmo gli spareggi col Monza e, soprattutto, quello con la Sampdoria per colpa di un arbitraggio scandaloso. Per fortuna Carlo Rossi, che per Squinzi è sempre stato come un fratello, e Sergio Sassi lo convinsero a tenere duro".

I ricordi più belli?
"Per quelli c'è l' imbarazzo della scelta. Se proprio devo dirne uno il momento in cui ho visto il Dottore più felice è quando il Sassuolo è stato promosso in serie B con Massimiliano Allegri in panchina. Tra loro c'era un rapporto bellissimo e, non a caso uno dei primi ad arrivare alla camera ardente è stato proprio Allegri assieme a Galliani".

Altri aneddoti?
"Squinzi mi diceva sempre: "Remo, un giorno batteremo l' Inter a San Siro. Io, che sono tifoso interista, tutte le volte che il suo sogno diventava realtà gli regalavo una targa con data e risultato. Alla fine in ufficio ne ha appese sette...".

I ricordi si accavallano, di tanto in tanto l'emozione toglie la voce a Morini.
"Parlo del Dottore, ma ancora non riesco a farmene una ragione che se ne sia andato. Io non sono nessuno nel Sassuolo, ma quando gli telefonavo per parlare della squadra mi rispondeva ovunque fosse. Dimostrando un'umiltà e una gentilezza che nella mia vita in poche altre persone ho riscontrato. Questa sua disponibilità nei miei confronti mi riempiva il cuore. Negli anni tra noi si era creato un rapporto davvero speciale".

Una delle grandi qualità di Squinzi, sia da imprenditore che da uomo di sport, è stata quella di circondarsi di persone giuste.
"Lui era un vincente in tutto e sapeva scegliere le persone a cui dare fiducia. Nel Sassuolo ne aveva tante, uno su tutti Giovanni Carnevali. Il loro rapporto era eccezionale e la crescita del Sassuolo in questi anni sotto tutti i punti di vista dimostra che Squinzi aveva visto bene ad affidargli la gestione del club".

E adesso cosa accadrà?
"Con la scomparsa del Dottore il Sassuolo perde tantissimo, ma la Mapei porterà avanti questo progetto perchè lui avrebbe voluto così. Mi auguro che Squinzi da lassù ogni tanto dia un'occhiata al suo gioiello. Tutti vogliamo onorare quello che ha costruito, andremo avanti per lui".

Sezione: News / Data: Sab 5 Ottobre 2019 alle 15:20
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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