Il ds del Como, Ludi, ha spiegato a Radio Radio la politica di acquisti del Como e perché in squadra ci siano zero italiani: "C’è una dinamica finanziaria, con regole interne che limitano gli investimenti in Italia". Cosa intende il club lariano quando parla di “regole che limitano gli investimenti interni” nel calcio italiano?

Il club si riferisce a un sistema normativo che rende più complicati e costosi i trasferimenti tra club nazionali rispetto a quelli con società straniere. Lo ha spiegato con chiarezza, oggi, il giornalista Marco Iaria sulle pagine de La Gazzetta dello Sport.

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Al centro della questione c’è la Camera di Compensazione gestita dalla FIGC e dalle Leghe. Si tratta di un meccanismo contabile attraverso il quale vengono regolate tutte le operazioni di mercato tra società italiane: crediti e debiti generati dagli acquisti e dalle cessioni si compensano in un saldo unico per ogni club.

Quando questo saldo è negativo (cioè il club spende più di quanto incassa dalle cessioni), le norme impongono garanzie stringenti per completare le nuove operazioni. Nello specifico, il club deve presentare fideiussioni bancarie o assicurative per coprire l’esposizione. Si tratta di strumenti finanziari onerosi: oltre al costo della commissione riconosciuta all’intermediario, richiedono spesso una controgaranzia reale, come il pegno su un conto corrente o su un bene immobiliare.

Queste procedure diventano particolarmente gravose per le proprietà straniere, che incontrano maggiori difficoltà nell’ottenere fideiussioni dalle banche italiane. In molti casi, gli istituti richiedono un “collateral” pari al 100% dell’importo, rendendo l’operazione ancora più complessa e dispendiosa. Di conseguenza, molti club tendono a privilegiare le trattative con società estere, dove i termini di pagamento sono più flessibili e rimessi interamente all’autonomia contrattuale delle parti, senza l’obbligo di garanzie immediate o di compensazione centralizzata.

Il sistema, nato con l’obiettivo di tutelare la stabilità finanziaria delle società e ridurre il rischio di insolvenze nei pagamenti tra club italiani, finisce però per disincentivare gli investimenti “interni”, favorendo paradossalmente i movimenti verso l’estero. Un tema tecnico, ma con ricadute concrete sulla competitività, gli investimenti sui giovani italiani e sulla capacità di attrarre capitali nel nostro campionato.

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Sezione: News / Data: Mer 08 aprile 2026 alle 17:08
Autore: Manuel Rizzo
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