Chiacchierata con la giornalista italiana Francesca Brienza per Maxime Lopez. Il centrocampista del Sassuolo, ex Marsiglia, ha parlato dell'addio al club francese nel corso di Culture Foot su Telefoot. Ecco alcune delle sue dichiarazioni più importanti: "Non appena fai qualcosa di buono è moltiplicato x10 e quando fai qualcosa di brutto è anche x10 ma in negativo. È vero che sono stato criticato molto e sono stato affossato. Ecco perché sono venuto al Sassuolo con la rabbia e la voglia di rompere tutto. Mi ero già preparato per questo momento (l'addio al Marsiglia, ndr) da molto tempo. Avevo bisogno di giocare per dimostrare di non essere finito".

Ancora Maxime Lopez: "Questa è la prima volta che vado via da Marsiglia. Io, che sono un marsigliese puro, è la prima volta che lascio la mia famiglia, perché anche se non vivevamo insieme ai miei genitori, ci vedevamo molto spesso. Ho giocato 150 partite all'OM e nessuno me lo toglierà, ho giocato le partite più grandi che si possono fare, Clasico, Olympico, e nessuno me lo porterà via. Sassuolo? Ero pronto nella mia testa ad adattarmi al Sassuolo, avevo bisogno di giocare per dimostrare di non essere un calciatore finito. Se oggi sono riuscito a uscire dal periodo che ho vissuto a Marsiglia è perché mentalmente non dico che sono forte, ma sono pronto".

Prosegue Maxime Lopez parlando del Sassuolo: "Avevo sentito parlare di questa squadra e di Roberto De Zerbi, ma non conoscevo bene questo ambiente. Poi ho parlato con l'allenatore al telefono: in cinque minuti mi ha fatto venir voglia di venire qui. Non ha cercato di convincermi: mi ha solo parlato della sua filosofia di calcio. Come detto, in cinque minuti avevo già voglia di allenarmi con lui. Qui giochiamo un gran calcio. A volte prendiamo gol, ma ne facciamo tanti. Questa squadra è forte, ed è fatta da giocatori di grande qualità. Boga? È stato lui che mi ha scritto per primo, dicendomi che l'allenatore mi voleva. Ci siamo sentiti al telefono e mi ha fatto da tramite con De Zerbi che mi ha ridato fiducia e piacere nel giocare a calcio. Ne avevo bisogno perché l'ultimo periodo a Marsiglia non è stato facile". Poi sul futuro: "Non so a quante partite sono (12, ndr), ma sì: mi farebbe piacere rimanere qui. Dove mi piacerebbe essere tra cinque anni? Vorrei giocare in un top club, giocare la Champions e vincere titoli. Credo sia l’ambizione di qualsiasi giocatore”.

Ieri, in un'anticipazione della sua intervista, Maxime Lopez aveva parlato anche del rapporto con Villas-Boas: "Il periodo in cui non giocavo, facevo di tutto per giocare, facevo di tutto per guadagnarmi il posto. L'allenatore Villas-Boas è una persona che apprezzo perché abbiamo avuto e abbiamo un buon rapporto al di fuori del calcio. Poi, nel calcio, non è andata molto bene. Abbiamo avuto qualche litigio perché anche io ho il mio carattere. Non c'è niente di nascosto tra lui e me. Gli ho sempre detto quello che pensavo, lui mi ha sempre detto quello che pensava. Rimarrà tra noi. Comunque lui sa e lo so anch'io che ho fatto di tutto per meritarmi di giocare. E la prova è che a volte ha cercato di darmi una possibilità in posizioni che non erano le mie perché ho dimostrato che meritavo di giocare. Forse stava aspettando un altro profilo al mio posto e questo è ciò che ha fatto sì che non ci fosse feeling tra me e lui. Ma è una persona che mi piace al di fuori del calcio e non ho niente contro di lui".

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Sezione: News / Data: Gio 21 gennaio 2021 alle 16:35
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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