Si aggrava la posizione di Gianluca Rocchi, designatore arbitrale di Serie A e Serie B. Secondo quanto emerge dalle indagini coordinate dalla Procura di Milano, i pubblici ministeri contestano all’ex arbitro internazionale di aver orientato la scelta degli arbitri in alcune partite a favore dell’Inter.

L’accusa, contenuta nell’avviso di garanzia notificato nei giorni scorsi per concorso in frode sportiva, ipotizza che Rocchi abbia favorito la designazione di direttori di gara ritenuti “graditi” al club nerazzurro in match delicati della scorsa stagione. Tra le gare finite sotto la lente degli inquirenti figurerebbero alcuni match dell’Inter, tra cui quelli contro Udinese, Verona e altre squadre di metà classifica.

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I pm Maurizio Ascione e i colleghi della Procura Federale stanno analizzando documenti, chat e comunicazioni interne alla CAN (Commissione Arbitri Nazionale) che, secondo l’accusa, dimostrerebbero un sistema di preferenze nella scelta degli arbitri e dei VAR. Non si tratterebbe di vere e proprie combine sui risultati, ma di un presunto “indirizzamento” delle designazioni per favorire un trattamento arbitrale più benevolo nei confronti dell’Inter.

Rocchi, tramite i suoi legali, ha respinto con fermezza ogni addebito, definendo le accuse "infondate e strumentali". L’ex fischietto, che ricopre il ruolo di designatore dal 2021, si dichiara sereno e pronto a dimostrare la propria totale estraneità ai fatti contestati. L’inchiesta rappresenta un nuovo colpo al sistema arbitrale italiano, già scosso nelle ultime stagioni da polemiche e sospetti.

Sono tre i capi d'imputazione nell'avviso di garanzia visionato dall'AGI. In uno si legge che Rocchi "quale designatore arbitrale dell'AIA, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di Coppa Italia 'combinava' la designazione del direttore di gara per la partita di campionato di serie A Bologna-Inter (20 aprile 2025) nella persona di Andrea Colombo, siccome 'arbitro' gradito alla squadra ospite, l'Inter, impegnata nella lotta alla corsa scudetto, ormai alle battute finali della stagione calcistica". 

Nel secondo capo d'imputazione lo scenario si allarga. Rocchi, scrive il pm, "quale designatore in concorso con piu' persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di andata di Coppa Italia (2 aprile 2025), 'combinava' o 'schermava' la designazione del direttore di gara Daniele Doveri, ponendolo alla direzione della semifinale del torneo (23 aprile 2025) onde assicurare poi all'inter direzioni di gara diverse dal 'poco gradito' Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di serie A" che erano di "maggiore interesse per la squadra milanese". 

Infine, il terzo capo d'imputazione è riferito a Udinese-Parma dell'uno marzo 2025 quando "in qualità di supervisore Var, in concorso con altre persone, durante lo svolgimento della partita condizionava l'addetto Var Daniele Paterna inducendolo all'On Field Review il direttore di gara Fabio Maresca ai fini dell'assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra friulana, sebbene Paterna fosse di diverso avviso".

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Sezione: News / Data: Sab 25 aprile 2026 alle 16:28
Autore: Sarah G. Comotto
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