"Berardi non lo vendono oltre al fatto che chiedono una cifra spaventosa e poi l’anno scorso ha stracciato un contratto fatto con la Juventus": così Claudio Lotito nelle scorse ore. Berardi ha replicato sui social con faccine fra il “dubito” e il “ma cosa dice?”. La palla ora passa a Giovanni Carnevali, dirigente del Sassuolo che, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, non le ha mandate a dire al presidente laziale: Alle parole di Lotito cosa vorrei rispondere? Che è stata un’uscita inelegante. Domenico oltre ad essere un campione è un professionista serio: certe affermazioni non fanno parte della realtà. Dico un’altra cosa: l’anno scorso, per esempio, praticamente tutte le big hanno chiesto informazioni su Domenico. Tutte tranne la Juventus. Quindi…".

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Negli anni passati, però, è vero che Berardi ci ripensò sulla Juventus, giusto?
"Ma questa è una cosa che si dice da tempo. Era giovane, ci fu un avvicinamento importante con i bianconeri ma lui fece altre scelte, restando con noi".

Ha aggiunte da fare?
"Sì: Berardi è la nostra bandiera e il suo valore economico è in linea con le sue capacità e acquistabile da chi se lo può permettere".

Ogni santo mercato Mimmo è accostato ad almeno tre big. Oggi?
"E’ la nostra bandiera che vorremmo restasse qui. Il fatto che venga accostato a grandi squadre lo vedo in maniera positiva: sappiamo dare un valore ai nostri ragazzi. Ma ripeto, io spero che rimanga anche perché il concetto di bandiera è quasi svanito. In questo calcio che segue la strada dei soldi, beh, un esempio che rimane non fa mai male al nostro calcio".

C’è un altro esempio che merita conferma: è vero che non avete ceduto Rogerio allo Spartak Mosca per un codice etico?
"Verissimo. La trattativa è stata fatta dal suo procuratore, c’è stata una proposta davvero molto importante pari a 8 milioni di euro e considerando tutto abbiamo deciso di non procedere come proprietà e dirigenza. Motivi etici: non abbiamo voluto trattare coi russi".

A costo di perderlo a zero, vista la scadenza nel 2024.
"Abbiamo voluto far prevalere la coscienza di non fare affari con un certo paese. E sì, a costo di perderlo a zero. Non è che Rogerio non sia più sul mercato. Lo è. Ma la scelta è stata di natura diversa, qualora dovessero arrivare offerte da altri club le valuteremo".

Chiudiamo. Undici anni di fila in A e l’ossatura rinforzata da giovani.
"In totale, sei italiani e sostanzialmente giovani. Perché il nostro timbro è quello. Abbiamo preso Cragno, Mulattieri, Missori, Volpato, Boloca e Viti. Timbro italiano e continuità".

Le dispiace per aver dovuto “mollare” Frattesi?
"Il Sassuolo ha dimostrato che si può stare a lungo in A valorizzando i propri giocatori. Rispondendo: non sono dispiaciuto. Sono contento. Anzi felice per lui".

Sezione: Calciomercato Sassuolo / Data: Dom 23 luglio 2023 alle 08:05
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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