Luca Lipani è uno dei gioiellini del Sassuolo. Il centrocampista classe 2005, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha raccontato le sue sensazioni sulla stagione e anche sul suo futuro. "Lipani sta sbocciando" ha detto su di lui Fabio Grosso: "Mi fa piacere. La consapevolezza sta crescendo di partita in partita. Piccoli step, ma continui che spero mi portino a raggiungere il mio livello massimo. Non so quando arriverà: uno, due, cinque anni. L'importante è crescere sempre col lavoro".

Speriamo più prima che poi. Tutto il movimento ne gioverebbe, non solo il Sassuolo. Il tema del rilancio azzurro è sempre attuale. Sente questa responsabilità?
"La responsabilità no, la voglia sì. La sfida di dimostrare che il livello di certe nazioni è anche il nostro è uno stimolo forte e importante. I giovani ci sono anche da noi".

Lei, di certo, ha buoni maestri. Per esempio Nemanja Matic, di cui di fatto è diventato il vice.
"Sì, ho il privilegio di poterlo osservare e lo faccio ogni giorno. Cerco di rubargli i segreti del ruolo, capire le sue giocate, come rendere semplici situazioni che non lo sono".

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E quindi cosa gli ruberebbe?
"Il modo di stare in campo, come comanda la squadra. Le sue letture, la tranquillità con cui gestisce la palla e la sua capacità di governare le partite. Legge le situazioni due secondi prima degli altri".

Il Sassuolo è quindi il posto giusto per crescere?
"Sì. Per filosofia, organizzazione e programmazione. Una grandissima società che lavora con i giovani e crede nel loro sviluppo".

Nell'estate 2023 è arrivato dal Genoa con un investimento importante. Si aspettava di avere più spazio?
"No, non mi aspettavo nulla, tutto è arrivato per gradi. Uno vuole sempre giocare, è chiaro, ma sei mesi prima o dopo non fanno differenza. Le qualità, se ci sono, alla lunga emergono. Non mi sono mai messo pressioni".

Per un giovane italiano, quanto è importante avere vicino un campione d'Europa come Berardi?
"Mimmo è importantissimo e non solo per gli italiani. La sua carriera parla da sola. È un campione da cui si può solo imparare, ce lo godiamo".

Capitolo azzurro. Anno 2023: finale mondiale Under 20 e vittoria europea con l'under 19. Cosa le ha lasciato quella doppia esperienza?
"Tantissimo, mi ha segnato. Un mese e mezzo in Nazionale, una parentesi meravigliosa. Il Mondiale in Argentina è stato soprattutto un'esperienza di vita, l'incontro con altre culture mi ha lasciato tanto a livello umano. La vittoria dell'europeo ha avuto una dimensione più calcistica, è stato il momento della felicità e della consapevolezza".

Dopo tutta la trafila azzurra, manca poi un ultimo passo...
"Chi non pensa alla Nazionale? È il sogno di ogni ragazzo che gioca a calcio. Lo vivo come un desiderio, un qualcosa da raggiungere, che dà grandi motivazioni".

Matic è il maestro. I suoi modelli?
"Da bambino ero rapito da Gerrard".

Insomma quello è il suo ruolo.
"Io mi sento sia play che mezzala. Penso di poter fare entrambi i ruoli".

È cresciuto nel vivaio del Genoa. Sogna di tornare un giorno nella sua squadra del cuore?
"Sono nato a Genova, sono legatissimo alla città e al club. Tutta la mia famiglia è genoana. Ora però non voglio guardare troppo avanti, penso solo al Sassuolo. Poi, certo, non aver potuto giocare una partita da titolare col Genoa a Marassi è un'emozione che mi manca".

Dove può arrivare il Sassuolo.
"Il più in alto possibile. Non c'è un obiettivo preciso, se non quello di giocarci tutte le nostre chance".

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Sezione: News / Data: Gio 05 marzo 2026 alle 11:44
Autore: Manuel Rizzo
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