Ismael Koné è uno dei protagonisti della squadra di Fabio Grosso. Il centrocampista canadese del Sassuolo ha segnato 5 gol in questo campionato e l'ultimo è stato decisivo nel 2-1 in 10 contro l'Atalanta. Intervistato dal Corriere dello Sport il centrocampista ha parlato così: "Quando abbiamo perso Pinamonti dopo 16 minuti, per noi è stato un momento di presa di coscienza: sapevamo che sarebbe stato tutto molto difficile. Ognuno di noi ha dovuto andare oltre il proprio ruolo, perché con un uomo in meno dovevamo coprire più campo. È emerso il grande carattere della squadra, tutti eravamo concentrati sulla missione: volevamo i 3 punti e nessuno ha mai pensato che la partita fosse finita o impossibile da vincere. Il vantaggio ci ha dato una spinta incredibile".

Quando ha segnato lei, come domenica scorsa, il Sassuolo ha vinto 4 partite e ne ha pareggiata una. Consapevole della sua importanza?
"Credo di esserne consapevole. Ogni giocatore deve capire qual è il proprio ruolo e quanto può dare al gruppo. Questa statistica mi piace".

Avete vinto la prima partita in campionato proprio contro la Lazio: cosa si aspetta lunedì all’Olimpico?
"Una partita molto dura. Loro hanno le spalle al muro e faranno di tutto per ottenere punti. Sarà una battaglia fisica e intensa, non ci regaleranno nulla. Noi siamo una buona squadra e arriviamo da un buon momento. Proprio qui sta la sfida, non dobbiamo pensare che la partita si vinca solo perché siamo in fiducia: serviranno carattere, presenza in campo e cattiveria".

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Il suo ambientamento è più facile del previsto?
"Molto più facile, con i compagni c'è stata subito una bella intesa. Ho capito velocemente il modo di giocare e credo che anche loro abbiano capito me. Facile assimilare le idee del mister, ciò mi ha permesso di esprimere le qualità".

Cosa le piace di più dell’esperienza in Italia?
"Il cibo, sicuramente. In ogni ristorante il cibo è incredibile. Mi piace la vita e pure il clima. Ho giocato in Inghilterra due anni e lì spesso il cielo è grigio, qui invece anche d’inverno c’è il sole e questo dà energia".

Dall’Olympique Marsiglia al Sassuolo cos’è cambiato soprattutto?
"A Marsiglia sono cresciuto molto, sia come giocatore sia come uomo. Ho capito tante cose, dentro e fuori dal campo. Sono stato con calciatori di qualità ed esperienza, provenienti da grossi club e da campionati diversi. Ho cercato di essere come una spugna, assorbendo tutto quello che potevano insegnarmi. Quando sono arrivato al Sassuolo ho portato con me la crescita e mi sono dato degli obiettivi a breve termine".

Si sono viste tutte le sue qualità e il potenziale?
"Penso di avere ancora un altro livello nel mio gioco. Molti allenatori mi hanno detto che non sanno dove posso arrivare, io sono d’accordo e voglio lavorare il più possibile per migliorare. La cosa più difficile è essere costante: in partita, in allenamento, nella cura del corpo, l’alimentazione, il sonno. Se riesco a essere disciplinato anche fuori dal campo, posso diventare migliore".

Si aspettava questa posizione in classifica?
"Personalmente sì. Quando alla fine del mercato abbiamo avuto tutta la squadra al completo e abbiamo iniziato ad allenarci, ho visto che avevamo qualità. Siamo molto attenti ai dettagli e questo può farci diventare una grande squadra, non solo una buona squadra. Credo che abbiamo il potenziale per competere con chiunque in questo campionato. Penso che potremmo anche essere più in alto, perché in alcune partite abbiamo perso punti che avremmo potuto prendere. Con un po’ più di maturità in certi momenti potevamo ottenere risultati migliori. Nel percorso quello che stiamo facendo è già molto positivo".

Quali sono i vostri punti di forza?
"C’è molta qualità individuale. Quando tutti siamo connessi e sulla stessa lunghezza d’onda è difficile batterci. Corriamo molto, lavoriamo tanto in allenamento e vogliamo migliorare continuamente. Siamo giovani e non abbiamo paura di nessuno. Vogliamo dimostrare a tutti che meritiamo di stare a questo livello".

Cosa pensa di Fabio Grosso?
"Mi ha aiutato molto a essere me stesso in campo. Non mi ha dato troppe regole rigide, solo alcune indicazioni e poi mi ha lasciato esprimere il mio gioco. È una persona molto calma, vuole migliorare ogni giorno e spinge la squadra nella direzione giusta. Quando hai un allenatore con questa mentalità, che vuole crescere e aiutare i giocatori, è tutto quello che puoi chiedere".

Come immagina il suo futuro?
"Non lo so. In passato ero molto concentrato su cosa verrà dopo e non apprezzavo abbastanza il presente, che ora invece voglio vivere per fare il meglio possibile crescendo come giocatore e come persona per aiutare la squadra. Spero di giocare il Mondiale con il Canada e fare una grande competizione. Da lì si vedrà. Il futuro lo dirà Dio".

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Sezione: News / Data: Gio 05 marzo 2026 alle 11:35
Autore: Manuel Rizzo
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