Il responsabile del settore giovanile del Sassuolo Francesco Palmieri ha parlato ai microfoni di Gianlucadimarzio.com, dicendo la sua sul mondo del settore giovanile, sui vivai italiani e non solo. Ecco le sue parole: "La giornata tipo non esiste, da quando faccio questo lavoro non esiste. Si lavora 24 ore non stop. La nostra squadra? Circa 100 figure, poi nella quotidianità ti interfacci con tanta gente. Però la soddisfazione più grande è vedere un ragazzo formato nelle giovanili che fa il suo esordio in prima squadra". Non ha dubbi Francesco Palmieri, dal 2015 responsabile del settore giovanile del Sassuolo dopo aver ricoperto lo stesso ruolo in precedenza al Parma. 

"La mia fortuna è stata di aver trovato una società che voleva far crescere tutto il settore giovanile - racconta - così è nato un settore giovanile competitivo, con la forza di tirare fuori calciatori e tanti di loro sono passati in Primavera". La mission è chiara: "Creare valore tecnico e lavorare in un certo modo e in un certo tipo. Occorre avere una società che ci crede, qui siamo cresciuti noi per primi. Occorre investire su persone, strutture, gente che ha la passione. Spesso in tanti parlano di settore giovanile senza cognizione di causa". 

A crescere, prima di tutto, deve essere la mentalità. "In Italia facciamo giocare poco i giovani. Lo dice la realtà, la storia. Qualsiasi società italiana, almeno da un certo livello in su, dovrebbe portare ogni anno un ragazzo in prima squadra. Io faccio questo lavoro da 15 anni. Però deve esserci un'idea condivisa dal vertice in giù. Dobbiamo avere più coraggio, dare la possibilità ai ragazzi di sbagliare". Parla con passione. Quella di chi non conosce "giornata tipo. Si lavora 24 ore non stop. La nostra squadra di lavoro? Circa 100 figure tra tecnici e osservatori". 

Che portano risultati, come la Viareggio Cup vinta dalla Primavera nel 2017 e il doblete Berretti del 2018 conquistando sia lo Scudetto che la Supercoppa, e talenti in prima squadra. Turati, Oddei e Raspadori gli ultimi in ordine di tempo: "Di scoprire non si scopre niente, i ragazzi vanno aiutati a fare il percorso. Questi giocatori - sottolinea - sono l'esempio del fatto che questa è una società attenta a come si comportano anche fuori dal campo". E il Covid può diventare un'opportunità, per tutti: "Abbiamo cambiato modo di lavorare, vedendo anche decine di video al giorno per studiare profili adatti. Bisogna vedere pro e contro. Tutti si stanno accorgendo che i costi sono lievitati e che investire sui propri giovani è una risorsa. Forse con questo periodo così, investire sui giovani dovrà diventare una strategia prioritaria". Come per il modello Sassuolo avviene già da anni.

Sezione: Settore Giovanile / Data: Sab 08 maggio 2021 alle 18:01
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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