Mert Muldur da ragazzino ha fatto la punta ("Giocavo solo per segnare") e a Sassuolo dimostra di non aver perso il vizio del gol. "Bernd Schreiner, ex allenatore delle giovanili, mi disse che nella carriera avrei avuto più successo come difensore, così andai dietro" le sue parole riportate dalla Gazzetta dello Sport. Prima centrale, poi terzino destro, il ruolo ricoperto oggi in neroverde, anche se a volte si è piazzato sulla fascia opposta, a sinistra. Comunque un’intuizione vincente, De Zerbi ringrazia. Due reti consecutive contro Fiorentine e Lecce, entrambe col guizzo dell’attaccante e col mancino, non il suo piede naturale. Due reti consecutive contro Fiorentine e Lecce, entrambe col guizzo dell’attaccante e col mancino, non il suo piede naturale.

Il Sassuolo si gode il “nuovo Demiral”. Precisazione d’obbligo: nessuna somiglianza tecnica. I due hanno ruoli e caratteristiche diverse, ma sono arrivati in Italia nello stesso modo, sotto traccia: Mehdi, venduto alla Juve per 18 milioni, arrivò dall’Alanyaspor per 7, mentre Muldur è stato preso dal Rapid per 5. Costi contenuti, plusvalenze assicurate, perché anche l’ultimo turco ci sa fare. 17 gare giocate, 8 da titolare, tra cui le ultime 4 (tre vittorie e un pareggio). L’infortunio di Toljan gli ha aperto le porte della fascia, lui sta ripagando la fiducia di De Zerbi: due reti, un assist e una sola sconfitta post lockdown. Nelle ultime 4 gare ha preso due 6,5, un 7 e un 5. Media voto totale di 6,07 (con soli 874’ giocati). Preso per non far rimpiangere Lirola e Adjapong, si sta rivelando un buon investimento.

Calciofilo nato, da ragazzino giocava dentro casa e si beccava i rimproveri dei genitori: "Quando rompevo qualcosa mia madre si arrabbiava, ma mi ha sempre accompagnato ovunque, anche quando c’erano partite lontane e bisognava guidare ore". Nato a Vienna da genitori turchi, avrebbe potuto giocare per l’Austria ma ha scelto il paese della sua famiglia, collezionando due partite con la Turchia. Un solo idolo, fin da ragazzo: "Sergio Ramos è il mio modello, ha tutte le qualità che amo. Personalità, forza fisica, tecnica". In due anni a Vienna conta 47 gare e 2 gol. A luglio, prima di trasferirsi al Sassuolo, ha giocato una partita da centrale difensivo marcando Haaland, che in quell’occasione non segnò. Poi la Serie A. "Sto imparando l’italiano con un insegnante". Grazie a De Zerbi, invece, ha capito la tattica, perché prima di concedergli una maglia dall’inizio l’ex Benevento l’ha fatto sudare. "Il mister mi sta facendo crescere molto". Qualità principali: corsa, passo, buon piede e colpo di testa discreto. Le reti con il Rapid, contro Spartak e St. Polten, sono arrivate con uno stacco da corner. In situazioni da calcio da fermo può portare bonus. Durante gli anni austriaci, inoltre, si faceva stilare programmi di allenamento personalizzati ad alta intensità, per poter fare meglio la gara successiva. Ma non solo: "Spesso restavo in campo mezz’ora in più per perfezionare il tiro". I primi due gol in A, hanno dimostrato che la perseveranza vince sempre.

Sezione: News / Data: Mar 07 luglio 2020 alle 16:29
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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