Domenico Berardi si è raccontato ai microfoni di SportWeek, settimanale della Gazzetta dello Sport, insieme alla sua compagna di vita, la bella Francesca Fantuzzi. I due hanno parlato della loro vita insieme, hanno annunciato la nascita del loro primo figlio e hanno parlato anche del futuro, possibile anche lontano da Sassuolo. Ecco le dichiarazioni di Berardi e Fantuzzi.

Chi mi racconta com’è iniziato tutto?
Domenico: Eccola, ce l’hai qua
Francesca: L’ho corteggiato io! L’ho visto al campo a San Michele, era con la Primavera del Sassuolo. L’ho cercato su Facebook e gli ho scritto per il compleanno. Era il 1 agosto 2012, l’anno della maturità. Io gli ho dato l’assist …

E lui ha fatto gol, gli viene facile. Intraprendente è l’aggettivo per lei. Poi? Pregi e difetti..
F. Il suo è uno, lo stesso: la testardaggine Che nel calcio l'ha portato sin qui: è cresciuto solo, lontano da casa, si è fatto il mazzo. Ma che nella vita lo frena molto: prima di lanciarsi deve tastare il terreno, valutare. Ma poi è leale e affidabile, nel calcio come nell'amicizia
D. Lei è simpatica, dolce, c'è per tutti. Ma è molto permalosa.

Un calabrese contro un'emiliana: il peperoncino dovrebbe mettercelo lui.
D E invece è lei a farmi arrabbiare e molto. Perché dice che io sono testardo, ma lei non è da meno.
F Il guaio è che io cerco proprio lo scontro. Ma a far pace siamo bravissimi.
D Comunque, il peperoncino arriva dalla Calabria tutti i mesi,con i taralli fatti in casa.
F E il caciocavallo, le arance,la salsiccia e la soppressata. All'inizio arrivavano camion interi, poi pian piano l'ho convertito alla cucina emiliana.

L'accento calabrese è andato, ma certe abitudini vanno conservate...
D Assolutamente. Quando mi arrabbio in campo, lo faccio in dialetto per non farmi capire.

Trovarsi vuol dire anche migliorarsi. In cosa
F Lui mi ha calmato tanto, mi fa riflettere. Mentre io cerco di convincerlo a buttarsi un po’ più di pancia. Alle volte serve un sorriso, anche quando non hai niente da sorridere. O una chiacchiera in più con i giornalisti. Ma per lui c'è solo una riga bianca, la porta e il pallone. Stop.
D Ha ragione, faccio fatica ad aprirmi. Poco alla volta, sto imparando a farlo però. Mi sembra che stavolta abbiamo pure esagerato...

Se è per questo durante il lockdown hai imparato a fare anche il tiktoker.
D Sono stato costretto. Ed è stato un disastro.
F (ride) Siamo stati sfidati dai Pegolo (compagno di squadra di Domenico), invasatissimi. Abbiamo fatto anche tabata, l'allenamento totalbody e ho scoperto che sono più allenata di lui.
D Solo negli addominali, forse.

Insomma, chi comanda?
F lo!
D Tutti e due, dai....

Cos'è la felicità?
D Inizia lei.
F Sentirsi liberi di essere se stessi sempre.
D La mia felicità è serenità, tanti gol e il nostro bambino.

Un gol cercato o è di quelli in cui non pensi e tiri?
D Il secondo e che gol! (ride). Era tanto che rompeva con un figlio e il matrimonio... è arrivato.
F  Dopo  otto anni, è il  giusto passo avanti, no? Sono appena entrata nel quarto mese, dobbiamo ancora realizzare sino in fondo, forse, ma a lui piacciono tanto i bambini, è bravissimo con i suoi nipoti. lo sono tranquilla.

E come glielo hai detto?
F Stava giocando come al solito e con i soliti alla play: sono entrata e ho annunciato “Arriva un tortellino!!!”.
D E a me è caduto il joystick a terra. È stato un colpo, una bella emozione, non vedo l'ora di vederlo, di prenderlo in braccio.

Ma se fosse femmina?
F Lui non ha preso in considerazione questa possibilità. Parla solo al maschile.
D Ma no, se è una bimba va bene comunque. Ho già pronti i nomi: Nicolò e Alice. Lei invece cambia idea ogni giorno.

Ma chi sono i soliti della play?
D Io, Benassi(Fiorentina) e Cassata (Genoa), squadra fissa e partite infinite a Cali of Duty.

Domenico detto Mimmo, di Mirto, provincia di Cosenza: che bambino era?
D Terribile. Saltavo la scuola per andare al Castello, dove c'erano i campi da calcetto, facevamo da porta a porta io e un mio amico. Avevo 10 anni.

E tua mamma?
D Le dicevo un sacco di bugie, poi è arrivata una telefonata da scuola e il castello è crollato. E mi ha messo in punizione: niente calcio. Ma io facevo per una settimana il bravo e poi ricominciavo. Io dormivo col pallone...

E chi volevi diventare?
D Mi piaceva Robben, Robben o Messi. mancini come me. Li guardavo e li imitavo tutto il giorno. Avevo le loro maglie. Ora ho quella di Cristiano Ronaldo, il più forte di tutti.

E il sogno si realizza grazie a una partita di calcetto?
D Sì, ma anche a una fuga e a una porta in faccia. Non volevo lasciare casa. A 14 mi aveva preso la Spal, ma quando ho visto il convitto dove avrei dovuto vivere, con un prete, preghiere al mattino e alla sera, sono scappato. Mamma felice, papà meno. Mi hanno convinto a riprovarci un anno dopo. Mio fratello studiava a Modena. Vengo su, giochiamo a calcetto e un giorno decidiamo di chiamare il Modena calcio. Mi fissano un provino per il lunedì dopo, ma alla domenica nessuno si è fatto sentire. Mi faccio coraggio e richiamo: niente, hanno già avuto un problema con un ragazzino di Cariati (il mio paese, dove sono nato) e salta tutto. Mi crolla il mondo addosso. Finché un giorno viene a giocare a calcetto con noi Pasquale Di Lillo che è amico del "secondo" dei Giovanissimi del Sassuolo, Luciano Carlino. Dopo tre giorni mi dicono "avvisa casa, resti qui". Ma mi permettono di dormire da mio fratello a Modena...

E Francesca cosa voleva fare da grande?
F Io immaginavo il mio futuro all'estero. Sognavo di fare la diver, il mare è la mia grande passione. Poi ho conosciuto lui e ho deciso di seguire l'amore. Stargli accanto è un lavoro, anche difficile e stressante. La gente vede il lato sberluccicoso, ma non c'è solo quello».

C'è un'antologia sul ruolo della moglie del calciatore. Se lui è nato per il gol, tu sei destinata a parare i suoi up and down.
D Ma io finita la partita lascio tutto al campo, non porto nulla a casa. Sono molto bravo.
F È vero. In campo è Berardi, fuori è Domenico. E si parla pochissimo di calcio.

Ma è autorizzata, dopo la gavetta a Quelli che il calcio... ai commenti del dopopartita?
D Adesso sì, prima faceva un po' di confusione: fuorigioco, rimessa dal fondo... Il fuorigioco gliel'ho spiegato venti volte.

In compenso traduce dal calabrese all'italiano Gattuso in diretta tv...
F Sì, ma con l'aiuto dei parenti autoctoni.

Arriva l'estate e riparte il tormentone: dove andrà a giocare Berardi? Stavolta si parla di Firenze, ma siamo solo all'inizio. In passato sei andato e venuto da Torino un paio di volte. Sei mesi fa, eri al Bar­ cellona. Le voci di mercato ti disturbano o ti esaltano?
D Essere associato ad una grande squadra piace a chiunque. Ma fino a quando sono qua penso a dare tutto al Sassuolo, poi quello che viene si valuterà. Non mi lascio distrarre, sono allenato. L'ultima volta ero a Barcellona per l'addio al celibato di Gazzola e per i giornali stavo firmando col Barça...
F Ma magari, aggiungo io! Fermo restando che il cuore sarà sempre qui, questa sarà sempre casa. Io gli auguro un'altra esperienza, stimoli nuovi. nuovi confronti: sono sempre motivi di crescita.

Insomma, è ora di una grande?
D Sì, forse sì. Lei spinge molto, ma a me piace giocare. Se gioco, mi diverto. Sono felice. Se devo andare in una squadra e inizio a capire che non gioco, diventa un problema. Una volta che vado via, devo essere pronto mentalmente alla panchina>.

Le pagelle del lunedì?
D Non leggo i giornali.

Ma in casa ci sono...

D Perché li porta suo padre! Ma non mi faccio influenzare da un 5. Se ho sbagliato, sono io il primo a saperlo. E comunque i fantacalcisti sono peggio dei giornalisti.

Hai iniziato molto presto e molto forte: 16+15 fanno 31gol nelle prime 2stagioni in Serie A, a 19anni. Più di Totti, Del Piero, Messi. Quant'è stato difficile giocare con l'etichetta "promessa"? E chi ti ha tenuto con i piedi per terra?
D Le aspettative erano troppe e pesavano, ma in qualche modo sono riuscito a gestirle. Ho sempre avuto i piedi per terra. Ma dopo quelle due stagioni dovevo andar via. Il mister Di Francesco però mi voleva a tutti i costi. E sono rimasto.

Sette anni e 200 partite dopo sei di nuovo in doppia cifra: quanto è cresciuto quel ragazzino e dove vuole arrivare?
D Caratterialmente tanto. Ero giovane e partivo davvero per nulla: quante espulsioni... Mi hanno aiutato tanti grandi: Magnanelli, Troiano, Paolo Bianco e il mister Di Fra. In quegli errori lì non ci casco più. In quanto ai gol, spero di arrivare ad agosto come il ragazzino, quello del primo anno...

Il record del rosso in 48" è obiettivamente difficile da battere: ma cosa ti aveva fatto Molinaro in quel famoso Sassuolo-Parma del 2014?
D Lui nulla. Non avevo ancora messo piede in area...arriva una palla alta, salto e alzo il gomito... Ero nervoso...
F Venivano da 4 sconfitte, era un momento difficile e lui era partito dalla panchina...

Già, è vero, la panchina è un problema. Un po' tocca a tutti in questo finale di stagione, però. Si gioca ogni 3 giorni.
D Sì e fa caldo ed è difficile recuperare. Per non parlare dei test sierologici ogni quattro giorni, della mascherina nel pullman o al ristorante. È pesante, ma meglio giocare.

Il Sassuolo ti somiglia.
F Il presidente Squinzi glielo diceva sempre.
D Siamo un po' matti? La nuova Inter. Stiamo giocando bene, ci manca un po' di attenzione in fase difensiva e deve partire da noi attaccanti. Se mettiamo un po' a posto quello, l'Europa League è alla nostra portata.

Boga è il più forte con cui hai giocato?
D Sì, fa cose che non ho visto fare a nessuno.

E tornassi indietro?
D Forse dopo i primi due anni di A, farei un'altra scelta.

L'Europeo è l'obiettivo?
D. Sì. E metterò tutto me stesso per convincere Mancini e meritarmi un posto

Poi dovrai sposare Francesca.
D Faremo anche questo, con calma.
F Se vuoi organizzo tutto io.
D Non ci pensare.

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Sezione: News / Data: Sab 11 luglio 2020 alle 12:45
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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