Ervin Zukanovic, bosniaco ma con un lungo trascorso in Italia con le maglie fra le altre di Genoa, Chievo e SPAL, e da un mese abilitato come allenatore con licenza A a Coverciano, è stato intervistato dall'edizione odierna de Il Secolo XIX in vista della partita di martedì tra Bosnia e Italia e ha parlato anche del suo connazionale Tarik Muharemovic del Sassuolo.

le due nazionali protagoniste della sua vita e della sua carriera: "Bosnia-Italia sarà una battaglia, sfida da 50 e 50. Io ci sarò, a bordo campo. Sarà bellissimo, per noi è la partita della storia".

Impossibile per Zukanovic non parlare dell'esultanza di Dimarco, Pio Esposito e Vicario davanti alla tv nel momento in cui la Bosnia ha eliminato il Galles ai rigori: "I ragazzi l'hanno vista sicuramente ma non ci preoccupa. E non c'è bisogno di ulteriore carica, i ragazzi vogliono già fare qualcosa di grande per la nostra nazione. Sulla carta la mia era una generazione migliore, ma i giovani che ci sono adesso hanno fame e una grinta che fa la differenza".

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Tra i giovani della Bosnia, spicca sicuramente Alajbegovic ("Può avere un futuro incredibile e l'ha già fatto vedere") ma anche Muharemovic del Sassuolo in difesa: "Sì, è il mio erede: tosto, giovane, mancino. Io sono arrivato in Serie A a 26 anni, lui ha iniziato subito in Italia. Se resta coi piedi per terra, diventerà da big".

Giovane non è, Edin Dzeko, che rappresenta comunque un simbolo per il paese, oltre che 'solo' per la nazionale della Bosnia: "Prima di tutto è forte mentalmente, vuole fare ancora tanti gol. Per lui è stato molto importante non aver avuto grandi infortuni in carriera. A 40 anni non corri come a 20, ma sa sempre dove posizionarsi in area".

Zukanovic conosce bene però anche l'Italia, avendo di recente studiato a Coverciano: "Siamo stati un giorno a parlare con Gattuso, ha grande energia e ti dà sempre lo stimolo giusto. C'è pure Bonucci, con cui ho fatto il corso UEFA B: ha grande esperienza, prepareranno al meglio la partita. L'Italia vive un ricambio generazionale, come successo a noi 5-6 anni fa". Qualche parola gli viene chiesta anche su pio Esposito: "Forte ma molto giovane, la nazionale non è come il club: giochi con un peso maggiore".

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Sezione: News / Data: Lun 30 marzo 2026 alle 09:28
Autore: Sarah G. Comotto
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