L'allenatore Andrea Zanchetta, che alla Juventus ha avuto come vice Fabio Grosso, tecnico del Sassuolo accostato alla Fiorentina, è intervenuto a Radio FirenzeViola nella prima parte del "Viola Weekend" per parlare appunto dell'ex collaboratore, partendo da un giudizio sulla stagione viola: "Se analizziamo l'intera stagione chi segue la Fiorentina non può essere soddisfatto, ma bisogna distinguere la prima fase di grandissima difficoltà e una successiva in cui i viola sono stati bravissimi a tirarsi fuori da una situazione complicata. La Fiorentina dicevamo tutti si sarebbe salvata ma non è mai scontato perciò faccio i complimenti a chi con il lavoro ha saputo farlo".

Paratici ha aiutato la svolta? "La Fiorentina ha vissuto un momento di instabilità con la morte del presidente e poi la società è stata brava ad inserire un dirigente anche per guardare al futuro, lui è uno dei più bravi in giro, brava la Fiorentina a riportarlo in Italia e il suo lavoro si vedrà anche nei prossimi anni".

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Meglio Vanoli o resettare? "Dall'esterno, non conosco bene personalmente Vanoli, vedo un allenatore che con carattere e personalità e lavoro è riuscito a ribaltare una situazione difficile in una piazza bella ma molto critica, subentrando in una situazione complicata di classifica cui la Fiorentina non era abituata. Oggi non ha senso dire che non gioca bene perché l'obiettivo ora non era il bel gioco".

Fabio Grosso lo vede bene alla Fiorentina e lo stupisce la sua crescita? "Ha fatto le sue esperienze, qualcuna è andata bene, altre meno ma ha lavorato sempre per migliorando. Firenze è un banco di prova per lui ma lo vedo pronto e adatto. Poi conosce bene Paratici, c'è una stima reciproca sempre fondamentale per un allenatore. E' uno step importante per la sua carriera".

Può reggere l'urto della piazza? "Penso abbia le spalle larghe anche se abbiamo lavorato insieme 13 anni fa e i percorsi sono diversi. Ma queste spalle mi sembra le abbia, l'importante è saper dividere l'analisi della società da quella dei tifosi. Finché non lo provi non lo sai se è pronto ma è decisiva l'analisi della società, sul tipo di gioco e progetto in base ai quali scegliere l'allenatore, ma lui mi sembra abbia capacità di farsi scivolare addosso le pressioni del mondo del calcio".

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Sezione: News / Data: Dom 26 aprile 2026 alle 09:59
Autore: Sarah G. Comotto
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