Il Sassuolo di Fabio Grosso sta vivendo un momento difficile che va oltre le semplici sconfitte rimediate nelle ultime gare contro le big. La squadra neroverde, fino a poche settimane fa considerata stabile tra le prime metà della classifica di Serie A, si trova ora a dover fare i conti con un trend negativo che non si registrava da tempo. Le tre sconfitte consecutive con Juventus, Roma e Napoli, tutte senza segnare nemmeno un gol, rappresentano un record che, sebbene non sia ancora una emergenza totale, indica comunque un clima di crisi e preoccupazione, soprattutto in fase offensiva.

Un dato che colpisce, e non poco, è il calo drastico di produzione offensiva. Dopo la gara contro il Napoli, infatti, il digiuno di gol si allunga a ben 348 minuti, un periodo quasi identico a quello vissuto dal Sassuolo nella stagione 2017/18, quando il club di allora, guidato da Cristian Bucchi e poi Giuseppe Iachini, attraversò un momento di grande difficoltà offensiva. In quella circostanza, i neroverdi rimasero senza segnare per 356 minuti, tra fine gennaio e metà febbraio, con l’unico gol firmato da Domenico Berardi contro il Torino.

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Il confronto con quel passato 'remoto' non è casuale. Oggi, come allora, la squadra appare sterile in avanti, con occasioni create ma non concretizzate, come dimostrato dalle numerose chance fallite sia all’Olimpico che al Maradona. La mancanza di precisione sotto porta, unita all’assenza di alcuni protagonisti come Berardi e Volpato, pesa sul bilancio offensivo. La situazione si aggrava ulteriormente con le assenze di Thorstvedt e Konè, che riducono ulteriormente le opzioni offensive di Grosso.

Le recenti sconfitte, contro Juventus, Roma e Napoli, nonostante siano arrivate contro avversari di alta levatura testimoniano la difficoltà di affrontare squadre di livello superiore e il momento non particolarmente positivo vissuto dal Sassuolo di Fabio Grosso. Tuttavia, la vera preoccupazione risiede nel fatto che, nonostante il valore degli avversari, il Sassuolo sta dimostrando un’involuzione che va oltre la semplice sfortuna.

La carenza di gol, infatti, è un dato che fa riflettere. Il record negativo attuale, con solo due reti segnate in sei partite del 2026, rappresenta un dato preoccupante che mette in discussione la capacità della squadra di reagire e di uscire da questa fase di appannamento. La produzione offensiva, che un pochi mesi fa sembrava più solida, oggi si presenta come un’ombra di sé, con una media realizzativa che si è drasticamente abbassata, sotto il mezzo gol a partita e con il centravanti della squadra, Andrea Pinamonti, che non segna addirittura da inizio novembre ed è rimasto a secco da 9 partite, con l'ultima rete di un attaccante arrivata a dicembre a San Siro contro il Milan e firmata da Laurienté.

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Sezione: News / Data: Mer 21 gennaio 2026 alle 16:11
Autore: Manuel Rizzo
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