Emiliano Bigica, allenatore del Sassuolo Primavera, ha rilasciato un'intervista a GazzettaRegionale, parlando della sua avventura in neroverde: "Questo è il mio sesto anno qui a Sassuolo. Il club, la società, la persona di Palmieri nel 2020 mi ha dato un'opportunità di poter lavorare in questo club e sono molto felice e orgoglioso di farne parte. La responsabilità è grande perché quando si ha a che fare con i giovani bisogna cercare di formarli come calciatori a 360° però è ancora un'età dove anche a livello umano è importante creare empatia e cercare di trasmettergli qualcosa".

Sulla sua esperienza: "Sono stati tantissimi bei momenti da ricordare, tantissime avventure. In più il club ha dimostrato grandissima fiducia in me rinnovandomi il contratto ancora per un altro anno quindi non posso che ringraziare la famiglia Squinzi, Giovanni Carnevali, il nostro amministratore delegato, il presidente Rossi, Angelo Carbone e ultimo non per importanza Palmieri, già citato prima che è stata la persona che mi ha voluto fortemente qui. Secondo me quando alleni in un settore giovanile devi mettere da parte il tuo ego, cioè tu ti devi mettere a disposizione dei ragazzi. Come dicevo prima abbiamo raggiunto dei risultati importantissimi, forse insperati, ma è stato il frutto del lavoro fatto dalla direzione tecnica e poi da tutti quelli che lavorano sin dalla fascia bassa e che cercano di migliorare con grande passione, con grande amore ogni giorno tutti i ragazzi che poi arrivano alla Primavera".

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La crescita dei giovani vale più di un trofeo: "La Primavera è la punta dell'iceberg del settore giovanile. Siamo trattati come una prima squadra, non ci manca nulla, abbiamo tutto a disposizione quindi è anche facile per certi versi fare le cose per bene. La Youth League è stata un'esperienza importantissima per i nostri ragazzi, per me personalmente e per il mio staff, quindi tutte cose da mettere nel bagaglio dell'esperienza e da ricordare, ma cercare sempre di migliorarsi e di portare fondamentalmente più giocatori all'attenzione della prima squadra che poi è il nostro obiettivo principale. Come ti dicevo prima, noi lavoriamo per questo, quindi sono le soddisfazioni maggiori, forse più che vincere uno Scudetto, una Supercoppa, di partecipare alla Youth League".

Ryan Flamingo e Dusan Vlahovic i due giovani di punta della sua carriera: "Penso che quando vedi un ragazzo che hai allenato, un ragazzo che è cresciuto nel settore giovanile, andare nella rosa della prima squadra, andare in panchina in Serie A o partecipare al campionato di Serie B, non ha prezzo. È quello che noi vogliamo fare quotidianamente, ogni giorno, per formarli il più possibile, soprattutto dal punto di vista mentale. Perché io penso che chi arriva a giocare nella Primavera 1 del Sassuolo o nel campionato di Primavera 1, dei valori tecnico-tattici ce li ha. Devono capire soltanto che prima fanno la crescita mentale e prima possono togliersi delle soddisfazioni e essere presi in considerazione dagli addetti ai lavori. Parlando di ragazzi che ho allenato, uno in primis si vedeva che avrebbe fatto strada e parlo di Dusan Vlahovic, che ho allenato alla Fiorentina. La differenza la faceva proprio a livello mentale e la sua voglia di migliorarsi era da esempio per gli altri suoi compagni. Un ragazzo che ho allenato qui si chiama Ryan Flamingo, che poi è andato a trovare fortuna altrove. Con lui ho avuto qualche difficoltà, perché era un giocatore che se tu lo vedevi durante la settimana, la domenica non l'avresti mai fatto giocare. Qualche volta, ti dico la verità, l'avevo anche messo in dubbio, ma Palmieri mi aveva subito fatto rinsavire dicendomi che era un giocatore forte. Mi sono reso conto che lui non faceva fatica, era talmente bravo in tutti i fondamentali che in allenamento gli bastava proprio il filo di gas per essere performante, cosa che poi lo era la domenica".

Sulla vittoria dello Scudetto Primavera: "Come si suol dire, l'appetito viene mangiando, perché noi siamo arrivati a quei play-off da quinti, se non sbaglio. La prima partita è stata con l'Atalanta, dopo è arrivata l'Inter, quindi un'altra rosa importante, una squadra che secondo me era arrivata prima e aveva insieme alla Roma dominato la regular season. Poi i ragazzi hanno cresciuto quella convinzione, quella autostima che li ha portati a fare qualcosa di incredibile. È una questione di alchimia che si crea tra i ragazzi, di crescita individuale e poi di squadra e i risultati li portano a credere ancora di più in loro stessi ad un obiettivo da raggiungere".

I vantaggi da ex calciatori: "Sì, effettivamente noi ex calciatori partiamo con un vantaggio che è quello di aver fatto da bambino un settore giovanile e poi di aver sviluppato tanta esperienza nel campionato professionistico. Però penso che sia più importante capire il momento che stai vivendo e capire cosa stanno pensando i tuoi calciatori. Penso che il vantaggio più grande sia quello".

Sulla voglia di allenare i grandi: "Io ho iniziato a fare questo lavoro cercando di voler arrivare più in alto possibile. Ovviamente per noi che arriviamo dal settore giovanile bisognerebbe che qualcuno ci desse l'opportunità. A me piacerebbe allenare i grandi perché mi piacerebbe confrontarmi con un campionato dei grandi. Però dipende da quello che c'è, dalle possibilità che hai e da quello che viene fuori. Se questo non dovesse essere possibile perché non mi viene data l'opportunità, lavorare con i giovani mi piace molto perché ti dà grandissime soddisfazioni".

Sui giovani allenatori nel calcio dei grandi: "Qualcuno come Fabio Pisacane, anche Paolo Sammarco stesso ha avuto la possibilità. Io stesso ho avuto quella parentesi qui a Sassuolo. Ce ne sono, come se ce ne sono. L'importante è che si abbia il coraggio, come con i giovani, di buttarli dentro, di dargli un'opportunità, di farli crescere e non bastonarli alla prima difficoltà".

Sui talenti italiani mancanti: "Io penso che il talento ci sia, che non siamo diventati all'improvviso dei brocchi e che bisognerebbe dare delle chance a dei ragazzi che sicuramente potrebbero far bene subito con la prima squadra. Perché di solito con le statistiche di chi fa bene, chi è già un giocatore importante in Primavera 1, di solito arriva a giocare anche in Serie A".

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Sezione: Sassuolo Primavera / Data: Ven 01 maggio 2026 alle 16:04
Autore: Manuel Rizzo
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