Pietro Iemmello professione bomber e idolo incontrastato di Catanzaro. Il centravanti ha sfiorato la Serie A con i giallorossi e ha parlato alla Gazzetta dello Sport a qualche settimana dalla delusione per la finale playoff persa contro il Monza: "Passata? Ancora no... Dentro di me c’era un grande orgoglio per quello fatto. Per quello che si era creato attorno a noi, in Serie A è come se ci fossimo arrivati". 

Le sue lacrime a Monza hanno commosso tutti.
"Spontanee, sincere. Le mie lacrime sono state quelle della città e di tutti i miei compagni, mi vengono ancora i brividi: penso a quanta appartenenza avevano i ragazzi e quanto ci credevano. Mi sono commosso per loro". 

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Cosa significa per lei portare il Catanzaro in Serie A?
"Avessimo vinto a Monza avrei fatto un anno e poi smesso. Ci ho pensato anche adesso: come ripartire dopo quella sconfitta? Volevo lasciare subito, sentivo il vuoto dentro, senza forze". 

E ci ha ripensato? 
"Penso alla Serie A, e finché gioco o lavorerò per il Catanzaro lo farò solo per quello". 

Tre playoff con tre allenatori diversi. Con Aquilani aveva un rapporto speciale, vero? 
"Ho arretrato un po’ la posizione, ma anche per l’età... Mi sono rivisto nei principi che lui mi chiedeva e mi sono trovato benissimo. Ha trovato il ruolo adatto a me e a tanti compagni, che hanno reso molto di più". 

Il ds cerca un tecnico con le caratteristiche di Aquilani. 
"Lo richiede la squadra, che da anni fa questo tipo di calcio e raccoglie sempre risultati". 

Da Favasuli a Liberali: tra i giovani lanciati in questa stagione chi potrà andare lontano? 
"Cisse e Liberali sono quelli più talentuosi, il calcio italiano deve avere la forza per puntare su di loro, come fanno all’estero. Cisse l’ha preso il Milan e poi si è infortunato: se lo darà in prestito, meglio se lo rimanda qui. Favasuli per il cuore che ha potrebbe giocare nel Real Madrid. E poi Alesi, o Pompetti, e i due del Como come Rispoli e Jack, che sono fortissimi". 

Cambiano tante cose, anche la Serie B è stata diversa dal solito: l’ha notato anche lei? 
"Sì, Venezia, Frosinone, noi e la Juve Stabia facevamo un calcio coraggioso, propositivo. Se Monza e Palermo avessero giocato così, avrebbero vinto a gennaio. E tanti danno fiducia ai giovani. E’ un calcio che premia, spero cambi ancora di più, anche se c’è troppo dislivello economico tra i club. Penso che ci saranno ancora più progetti di calcio coraggioso, senza voler più speculare sui risultati". 

Una manna per voi attaccanti. 
"E’ quello che ho sempre cercato. Quando ho trovato allenatori così, da De Zerbi in giù, mi sono sempre divertito. Altrimenti avrei già smesso davvero". 

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Sezione: News / Data: Mer 17 giugno 2026 alle 18:02
Autore: Manuel Rizzo
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