L'amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, è uno dei protagonisti del Festival dello Sport di Trento organizzato dalla Gazzetta dello Sport. Il dirigente del Sassuolo, a partire dalle 18.30, parlerà insieme ad altri due illustri ospiti. Il deus ex machina del club neroverde parlerà del calcio italiano, del Sassuolo, del modello neroverde e di molto altro ancora. Giovanni Carnevali, a.d. e direttore generale Sassuolo, Matteo Pedinotti, capo comunicazione Inter, Walter Sabatini, dirigente sportivo interverranno a partire dalle ore 18.30 presso Sala Depero. Il dibattito si chiama "Professione calcio". Potrete seguire le parole del dirigente del Sasol in diretta su questa pagina. Start previsto alle ore 18.30.

Parte Giovanni Carnevali: "Il Sassuolo Calcio parte soprattutto dall'idea del dottor Squinzi. Una persona straordinaria, eccezionale. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di poter lavorare con loro, anche la dottoressa Spazzoli. Una proprietà come Mapei che ha quasi 100 fabbriche del mondo e il Sassuolo Calcio era una delle loro aziende. Ora c'è Veronica con il fratello Marco, la continuità. Sono state persone speciali perché avevano un'umiltà incredibile, obiettivi ben precisi, capacità straordinarie. Persone diverse da quelle che possiamo trovare in questo mondo, persone che ti lasciano lavorare. Per noi che operiamo in questo mondo è una delle cose più importanti: poter portare avanti le tue idee sapendo che ti stanno vicino. Ci sono poche proprietà italiane ore. I figli sono molto vicini alla società. Continuano il lavoro fatto dai genitori e ci dà la sicurezza, la garanzia, di poter continuare questo progetto. Un progetto partito da Squinzi con obiettivi ben precisi. La società sta portando avanti quello che lui aveva disegnato anni fa".

Il futuro: "Nel mondo del calcio molti guardano l'oggi, la progettualità è l'arma vincente che ti permette di costruire un percorso. Questa società fa la A da 9 anni e sta sempre crescendo. In questi anni la proprietà ha acquistato lo stadio, il Mapei Stadium, che è di proprietà. Qui c'è stata la volontà di portare a termine questo progetto. Un centro sportivo come il Mapei Football Center costruito in pochissimo tempo, un obiettivo del dottor Squinzi, non soltanto per la società ma anche per la città. C'è una visione ampia. Noi pensiamo alla prima squadra ma dietro c'è il settore giovanile, c'è il settore femminile. Cinque anni fa siamo partiti in B, ora siamo primi con la Juve ma abbiamo anche un settore giovanile importante a livello femminile, e poi c'è un progetto etico-sociale come Generazione S che sta avendo un successo incredibile".

L'amministratore delegato: "Le aziende calcio ora sono cambiate tanto rispetto al passato, ci sono tanti ruoli e competenze e credo che i ruoli aumenteranno sempre di più. La differenza la facciamo noi, le persone che ci lavorano dentro e per poter crescere bisogna trovare persone capaci, che abbiano volontà, tanta voglia di fare. La passione è alla base. Io ho iniziato da società dilettantistiche perché credo che la gavetta sia necessaria. Ho avuto la fortuna di conoscere Beppe Marotta nel corso degli anni e posso dire che è stato il mio maestro, cercando di apprendere, capire e imparare. Grazie agli studi, ora poi ci sono i master per i ragazzi, e credo che il mondo del calcio con questa evoluzione dia tante opportunità perché le figure richieste sono molte ampie. Non dobbiamo focalizzarci col sogno di direttore sportivo o amministratore delegato, l'importante è entrare, cominciare, imparare e lavorare tanto".

Sezione: News / Data: Sab 09 ottobre 2021 alle 18:13
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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