Il terzino sinistro del Milan Davide Bartesaghi, nel giorno del suo incontro con i tifosi al Flagship Store, ha anche rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club col format “On the road” e tra le sue dichiarazioni più importanti anche quelle relative alla doppietta con il Sassuolo realizzata a dicembre nel 2-2 di San Siro.

Il primo pensiero quando varchi i cancelli di Milanello?
“Già solo il fatto di varcarlo è incredibile - riporta MilanNews - Mi ricordo il primo giorno che sono venuto qua ad allenarmi… Ancora mi portava mio padre ed era stata un’emozione incredibile per entrambi. Ogni volta che passo questo cancello cerco sempre di farmi venire in mente il ragazzo che ero e quindi cerco sempre di dare il massimo quando sono in campo”.

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Quanto sei tifoso del Milan?
“Tanto. Lo so da quando ero veramente piccolo. Mio padre mi ha trasmesso la passione Milan, poi quando ero piccolo ho iniziato a giocarci, quindi sono tifosissimo da quando ero piccolo. Il primo ricordo in assoluto era il primo giorno di provino. Ho varcato i cancelli del Vismara e mi ero trovato due leggende come Paolo Maldini ed Angelo Carbone. Ma più per mio padre, lui li conosceva meglio. È stato qualcosa di incredibile”.

C’è qualcosa che un compagno più esperto ti ha detto per aiutarti?
“Ci sono varie persone che mi hanno parlato. Rafa, Gabbia, Modric… Sono persone molto importanti nello spogliatoio. Con loro ho un bel rapporto e loro cercano sempre di aiutarmi in qualche modo, sia se le cose vanno che quando vanno male. Gabbia mi sta sempre vicino, facciamo sempre le cose insieme. È la persona con cui ho più rapporto all’interno del Milan. Rafa, quando ho fatto doppietta, oltre a regalarmi il quadro con la mia foto, è stato un bel regalo, mi ha detto che sarebbe arrivato il momento più difficile. È una cosa che ho apprezzato perché è veramente una persona top e gli voglio bene”.

La partita a cui sei più legato da quando giochi in prima squadra al Milan?
“Il giorno della doppietta (contro il Sassuolo, ndr) il 14 dicembre. È stato un giorno straordinario. Veramente incredibile sentire il proprio nome urlato da San Siro. Credo che sia una cosa unica. Quando mi chiedono com’è sentire il mio cognome a San Siro faccio fatica a rispondere perché è una sensazione un po’ strana”.

Cosa ti aveva detto Corradi in settimana?
“Ci stavamo preparando per la partita e mi ha detto “Quando me lo fai un gol?”. La settimana prima a Torino avevo provato a segnare di testa ed il portiere aveva fatto una bella parata, lui mi ha preso un po’ in giro così. Però dopo gli ho dato una bella risposta (ride, ndr)”.

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Sezione: News / Data: Gio 02 aprile 2026 alle 19:26
Autore: Sarah G. Comotto
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