Guido Angelozzi, dirigente del Frosinone, nel corso del suo intervento a RadioRadio, ha parlato della crescita di Davide Frattesi. Ecco il retroscena dell'uomo mercato che portò il centrocampista dalla Roma in neroverde: "Frattesi per me è un campione, non è un fuoriclasse ma è un campione. E’ un centrocampista moderno, può stare in qualsiasi tipo di squadra. A Sassuolo abbiamo fatto diverse operazioni: c’era Marchizza, c’era Frattesi, c’era Pellegrini, terzino, poi non ci siamo messi d’accordo e abbiamo preso Ricci in quell’operazione (non Matteo, Federico): su Frattesi mi hanno preso per pazzo perché ho speso 5 milioni di euro per un ragazzino. Mi hanno criticato tutti, mi hanno accusato di essere amico della Roma perché in quel momento la Roma aveva bisogno di vendere. L’unico della Roma che si è messo a gridare che non voleva vendere Frattesi era Ricky Massara. Diceva che era l’unico giocatore di prospettiva, però io gli ho detto: faccio l’operazione se c’è Frattesi, se no non la faccio. Però quelli del Sassuolo mi hanno accusato di aver speso troppo".

SCELTI DA SASSUOLONEWS:

Calciomercato Sassuolo, neroverdi sul podio per incassi e con un super saldo

Calciomercato Sassuolo, sfida all'Atalanta per l'ex Roma Claudio Cassano

Calciomercato Sassuolo, retroscena: il Porto ha detto no per Gabriel Veron

Le imprese che ha fatto a Roma e Sassuolo si possono ripetere qui a Frosinone?
"Sì, ma ci vuole tempo. Qui abbiamo qualche sponsor che dà una mano e una persona in particolare si spende molto, cioè il presidente Maurizio Stirpe che cerca di costruire qualcosa per il futuro. Io spero di emulare il Sassuolo, l’Empoli. Più che altro vedo il nostro percorso più simile a quello dell’Empoli, perché ormai il Sassuolo è arrivato a un livello troppo superiore alle piccole squadre. Anche da un punto di vista delle strutture, perché qualche giorno fa Di Francesco parlava proprio di questo, del Sassuolo, e del salto che ha fatto il Sassuolo anche proprio nella struttura societaria. Quando a Sassuolo c’eravamo noi c’era solo il vecchio stadio di Sassuolo e poi giocavamo a Reggio Emilia. Loro ormai sono una società quasi internazionale. Quando c’eravamo io e Di Francesco prendevamo solamente giocatori italiani, adesso ci sono tanti stranieri. E’ cambiata un po’ la filosofia e il rapporto economico. Noi stiamo partendo da zero, vediamo piano piano se ci riusciamo a costruire qualcosa negli anni".

Come nasce l’idea di portare a Frosinone Eusebio Di Francesco?
"La scelta è caduta lì perché noi prima avevamo Fabio Grosso, che ringrazierò sempre perché in due anni e mezzo ci ha fatto vivere questo sogno, ma quando è andato via subito mi è venuto in mente Eusebio perché è un allenatore propositivo che cerca sempre di affrontare le partite con coraggio, con organizzazione. Poi io ho lavorato con lui quando siamo andati col Sassuolo in Europa League, l’ho avuto pure come giocatore a Perugia con Walter Sabatini. C’è un rapporto sì di amicizia e stima, ma principalmente per me è un allenatore che veramente non c’entra niente con il Frosinone, lo dico col massimo rispetto per il Frosinone che non finisco di ringraziare".

Dalle grandi squadre sono arrivati dei giocatori, segno che comunque il Frosinone ha anche grande considerazione da parte dei grandi club…
"
Sì, ha tanta considerazione dei grandi club perché negli ultimi anni abbiamo cercato di fare un calcio propositivo, un calcio sostenibile, un calcio dove la prima cosa è avere dei giovani da valorizzare. I grandi club magari sanno che se mandano qualche giocatore da noi siamo in grado di curarli bene, di prepararli per fare il salto di qualità, non solo la Juve e il Real Madrid. Abbiamo preso dei giocatori dall’Atalanta, dal Sassuolo e dei giocatori del Bayern di Monaco. Abbiamo due ragazzi, uno di proprietà nostra, Marvin Cuni e l’altro è un diritto di riscatto – Arijon Ibrahimović – per cui sinceramente siamo orgogliosi che queste società ci danno questa credibilità".

C’è un giocatore che l'ha soddisfatta oltre ogni rosea aspettativa?
"In questo inizio di campionato sinceramente abbiamo fatto un affare con il Sassuolo, che domenica incontriamo. Abbiamo preso di nuovo il portiere Turati e abbiamo comprato Marchizza e Harroui. Marchizza lo conosco bene, l’avevo portato io dalla Roma al Sassuolo poi l’ho avuto a La Spezia. Sinceramente non pensavo fosse così bravo, sono sorpreso per la professionalità, la tecnica, l’applicazione che mette tutti i giorni per cui è un leader silenzioso ma anche un giocatore forte".

Sezione: Calciomercato Sassuolo / Data: Sab 16 settembre 2023 alle 11:00
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
vedi letture
Print