“Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore”, cantava Francesco De Gregori. I tifosi del Pescara, però, quella paura sembrano averla vista materializzarsi sul dischetto dell’Euganeo. Nel momento più delicato della stagione, con la retrocessione in Serie C che si fa ogni giorno più concreta, i biancazzurri hanno fallito un penalty che avrebbe potuto cambiare tutto. E la scelta di chi dovesse calciare ha acceso una polemica destinata a durare.

Al minuto 80 di Padova-Pescara, risultato bloccato sullo 0-0. L’arbitro Collu, dopo on field review, assegna un rigore ai biancazzurri per una trattenuta di Villa su Flavio Russo. Un penalty pesantissimo: il successo avrebbe garantito al Pescara quanto meno i playout, tenendo viva una flebile speranza di salvezza. Sul prato tutti si aspettavano Lorenzo Insigne, capitano e simbolo del tentativo di rimonta abruzzese. Invece, a sorpresa, sul dischetto si è presentato Flavio Russo, 21enne in prestito dal Sassuolo, 11 presenze e zero gol in stagione.

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Il tiro del giovane, destro forte ma centrale, è stato ipnotizzato da Alessandro Sorrentino, portiere di proprietà del Padova (e con un passato proprio al Pescara), che ha neutralizzando il penalty. Pochi minuti dopo, nel recupero, il gol di Plastina ha regalato la vittoria ai veneti e inferto un colpo forse mortale alle speranze del Delfino.

Per il Pescara era il terzo rigore stagionale. I primi due erano stati realizzati: da Insigne nel largo successo sul Bari dell’8 marzo e da Di Nardo (poi uscito al 21’ proprio per Russo) nell’illusorio vantaggio contro la Sampdoria l’11 aprile. Ieri, però, qualcosa è cambiato. Insigne era regolarmente in campo con la fascia da capitano, eppure si è defilato. Perché non si è preso la responsabilità che, nel corso della carriera tra Napoli e Nazionale, non aveva mai evitato?

L’ex fantasista, tornato a gennaio per dare una scossa a una squadra in difficoltà, aveva rigenerato l’ambiente. Russo ha raccolto un’eredità pesante in un momento delicatissimo: il suo errore, umano e comprensibile, rischia di pesare come un macigno sulla stagione. Il Pescara ora vede la Serie C vicinissima.

Della questione rigore ha parlato Giorgio Gorgone, allenatore del Pescara, come riportato dalla testata Trivenetogoal.it: “Non ho seguito esattamente la dinamica del calcio di rigore. Insigne? Qualcuno il rigore lo deve tirare ma se il rigorista designato non calcia, qualcun altro lo deve tirare. Se qualche giocatore con più esperienza lo voleva calciare doveva andare a prendere il pallone dalle mani di Russo ma così non è stato. Non siamo più padroni del nostro futuro – ha sottolineato il tecnico – e questo sinceramente per me è una grande sconfitta perché abbiamo fatto una grande rincorsa“.

Il presidente Daniele Sebastiani ha spiegato: “Perché Russo? Perché Insigne aveva un problema al ginocchio e non se la sentiva. Russo voleva calciarlo”. Lorenzo, invece, ha replicato via Instagram: “Sinceramente sono basito dalle dichiarazioni apprese nel post partita, dalle quali mi dissocio completamente, riguardo al rigore non tirato. Chi vive lo spogliatoio sa bene che certe decisioni nascono in un contesto preciso, fatto di rispetto, responsabilità e dinamiche di squadra che meritano di essere comprese prima di essere giudicate pubblicamente. Mi dispiace leggere parole che rischiano di creare confusione tra noi e soprattutto tra voi tifosi, che meritate chiarezza e verità. Da parte mia, ho sempre messo e continuerò a mettere il bene della squadra al primo posto, senza esitazioni”.

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Sezione: News / Data: Sab 02 maggio 2026 alle 11:15
Autore: Sarah G. Comotto
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