11.15 - Conferenza stampa di presentazione per Alessio Dionisi, nuovo allenatore del Sassuolo Calcio. Il nuovo tecnico neroverde parla quest'oggi dalla sala conferenze del Mapei Football Center, il centro sportivo neroverde. Giornata importante quest'oggi per i colori neroverdi, con la presentazione del nuovo allenatore che potrete seguire in diretta su questa pagina. SassuoloNews.net non vi lascia mai soli: oggi le parole di Dionisi (insieme alle parole di Carnevali, clicca qui per la sua conferenza). Da domenica poi il ritiro di Vipiteno con la presenza del nostro inviato. Si riparte dopo l'era Roberto De Zerbi. Sicuramente ancora tanti i dubbi da sciogliere tra i neroverdi e le dichiarazioni del nuovo tecnico serviranno, forse, a cancellarne qualcuno. Potete seguire le dichiarazioni su questa pagina, aggiornandola con il tasto F5 o con il pulsante AGGIORNA del vostro pc, smartphone o tablet. Diretta a partire dalle ore 12.
Parla Dionisi: "Sono fiero e orgoglioso di essere qua. Ringrazio i due direttori, Rossi e Carnevali e spero di ripagarli sul campo. So che l'eredità è difficile, è impegnativa ma è stimolante e sicuramente sarà formativa. Ringrazio anch'io il mister perché l'ho sentito e si è mostrato disponibile anche con me e lo devo ringraziare anche per le risorse umane e per il materiale che troverò. Abbiamo le risorse per fare bene e sta a me mettermi a disposizione di questo gruppo e di questo club".
Come vive questa esperienza?
"Con equilibrio. Poi in una stagione ci saranno i diversi momenti. Sono un pizzico emozionato ma molto stimolato. Ho trovato tante persone disponibili e sono contento di essere qui".
Perché ha scelto Sassuolo?
"Sono qui perché il Sassuolo ha scelto me e per me è stato molto stimolante. Il Sassuolo è una società importante che sta dimostrando sul campo un'identità. Negli ultimi anni viene da un'identità ben precisa e credo sia la scelta giusta anche per me. So che l'eredità è difficile ma sarà molto stimolante".
La Nazionale e i neroverdi in azzurro li rivedremo qui?
"Era da un po' che non vedevamo l'Italia giocare così bene. E' molto importante che ci siano giocatori in Nazionale, dà lustro al club. E' bene che si esaltino in Nazionale, poi le scelte non spettano a me. Poi la sostenibilità di una società passa dal mercato. Io vorrei allenarli tutti, sicuramente ne allenerò la maggioranza ma la società sceglie sul mercato".
Cosa pensa di poter portare a questo gruppo. Può esserci l'Europa?
"Una cosa per volta. Il mondo del calcio va velocissimo, la cosa difficile è confermarsi. Io non porto innovazioni, sono un allenatore di calcio. Sarebbe folle non cercare di dare continuità a quanto fatto, non dico di classifica, ma parlo di identità. Il Sassuolo ha uno stile ben preciso. Lavoriamo per fare più punti possibili. Dobbiamo iniziare a conoscerci e io cercherò di metterci qualcosa ma l'obiettivo è confermarci ma non è semplice perché ci sono club che stanno investendo tanto. Io devo fare meno danni possibili. Scherzi a parte, l'obiettivo è confermare quello di buono è stato fatto in questi anni, soprattutto l'anno scorso".
Cosa vi siete detti con De Zerbi?
"Il mister ha fatto una scelta coraggiosa, lo ammiro. E' stato molto disponibile. Spesso vediamo le persone solo di facciata, poi a luci spente anche gli allenatori sono disponibili e lui con me si è reso disponibile. C'è stata una telefonata per avere informazioni sul suo percorso e cercherò di fare tesoro dei consigli fermo restando che io sono io e cercherò di farmi ".
Ha fatto quella famosa cena con Allegri?
"Non ancora. Mi sto avvicinando sempre di più. E' passato di qua, giocheremo contro, spero di riuscire a incontrarlo".
Impressioni sull'ambiente e sulla squadra?
"Ho avuto una ottima impressione, fermo restando che il primo periodo è sempre di conoscenze e sorrisi ma le impressioni conferma l'idea che mi ero fatto da fuori. Poi le persone si pesano nei momenti difficili perché si vivono dei momenti difficili nel calcio ma le impressioni sono molto positive. Ho trovato un ambiente motivato, ho già sentito i ragazzi. Domani inizieremo come gruppo squadra e lì inizieremo a conoscerci ancora più a fondo. Ho trovato un gruppo sano e voglioso di dimostrare ancora. Confermarsi è difficile, forse ancora di più che arrivarci, fermo restando quello che è stato fatto è difficile ma confermarsi a ottimi livelli è difficile e per noi deve essere uno stimolo".
C'è qualche allenatore che la stimola nel confronto quest'anno?
"Tutti e nessuno in particolare, non ci sono allenatori in particolare. E' stimolante perché arrivo in A, affronterò un'esperienza nuova. Ci saranno allenatori importanti ma non mi va di fare nomi, è quello che penso".
Si è parlato tanto del suo addio all'Empoli. Cosa ha da dire in merito?
"Anche a me tutto quello che ho sentito mi ha fatto arrabbiare. Se sono arrivato a Sassuolo, se la società ha scelto me e il mio staff, è grazie al percorso che è stato fatto. Ho allenato in D e ho fatto un percorso per arrivare qui. Grazie all'Empoli, soprattutto ai giocatori e ai dirigenti. Grazie a tutti quelli che mi hanno supportato. Grazie al Venezia, all'Imolese. Nelle separazioni dei problemi possono esserci, il tempo dirà se sono capricci o cose reali. Mi aspettavo la domanda ma non voglio fare polemica".
Con quale sistema di gioco pensi di giocare?
"Il Sassuolo dell'anno scorso giocava bene e ottenendo risultati. Questo è l'obiettivo: giocare, riconoscersi e mettere i giocatori in condizioni di esprimersi. Ci sono giocatori bravi, li devo mettere nelle condizioni di far bene. Non ho mai pensato di fare un sistema di gioco per quello che penso io, vorrei che si giocasse per un'idea comune che è quella dell'allenatore".
Qual è la prima cosa che vorrà vedere nel suo Sassuolo? Cosa ha chiesto alla società, se ha chiesto qualcosa?
"Dovremo iniziare a conoscerci in campo, i giocatori hanno pregi e difetti ma sarà il campo a dirlo. Non ho fatto richieste alla società, provvederò in separata sede, cercando di dare più continuità possibile ai risultati. Una società che ha sempre cercato sostenibilità".
Ha chiesto di non cedere calciatori in particolare o ha chiesto qualche acquisto specifico? Si è parlato di Bajrami ad esempio.
"Bajrami è un giocatore bravo ma non ne abbiamo parlato ma non credo che un allenatore abbia bisogno di portarsi dietro i giocatori se i giocatori ci sono perché il Sassuolo ha tanti giocatori e bravi. Passerà soprattutto da chi rimarrà e penso che la maggior parte rimarranno e attraverso la conoscenza e il ritiro le cose si valuteranno. Non siamo entrati nello specifico, tanto meno non da parlarne qua".
A Sassuolo si sono seduti tanti allenatori importanti...
"Anche ad Empoli era così. Allenatori bravi ce ne sono e gli allenatori bravi passano da società serie che fanno bene. A Sassuolo sono in una società che ha fatto bene in questi anni e che ha valorizzato allenatori. Per me non è un problema ma è uno stimolo ma l'orgoglio finisce perché poi si va sul campo. Si cerca di rispettare il lavoro fatto prima e saremo noi, io e il mio staff, a doverci mettere a disposizione dei giocatori".
Ha detto che l'obiettivo è la continuità, ma anche dal punto di vista tattico. Ha in mente qualche pedina da portare qua?
"Il sistema di gioco vedremo. L'idea è quella di dare continuità, sarebbe folle pensare di cambiare in partenza, poi dopo non lo so, non chiudo le porte a niente. Alessio Dionisi non è il mister del 4-3-1-2, non l'ho mai pensato, fino a qualche anno fa non mi piaceva per niente quel sistema, se mi avessi chiesto due anni fa quel sistema di gioco non mi piaceva. Vorrei allenare i giocatori che fanno parte del Sassuolo Calcio e così sarà".
Quanto è stato vicino alla Sampdoria in questi mesi? A Venezia già giocava da Serie A: dove si è visto il suo miglior calcio? Mi dà una sua definizione del bel calcio?
"Dionisi e il Sassuolo si sono incontrati, si sono innamorati e si sono sposati. Negli innamoramenti ci sono dei mezzi ripensamenti, avvicinamenti, la Sampdoria è stato questo. Speravo che il Sassuolo riuscisse a trovare un accordo con l'Empoli e tutto è andato bene. Sul bel gioco dico che non credo nella definizione il mio calcio, il suo calcio. Io credo che l'allenatore debba essere credibile con i giocatori e valorizzare il materiale umano a disposizione. Salernitana ed Empoli sono salite in A, sono state le prime, io avrei rubato qualcosa alla Salernitana perché l'obiettivo dell'allenatore è fare risultati e fare gioco, tra giocare bene e giocare male scelgo il primo, ma chi non lo farebbe? Il mio miglior calcio? Speriamo il prossimo".
Ti vedi a lungo su questa panchina?
"Il mio obiettivo è non far ricredere le persone che hanno puntato su di me. L'allenatore è abbastanza ballerino da solo, lo sono già su questa sedia che mi muovo continuamente. Non sono stato un grande giocatore ma ho cambiato 3 squadre. Ho allenato squadre sempre migliori l'anno successivo, è difficile perdere queste opportunità per un allenatore. Per me Sassuolo è una grandissima opportunità, poi sta a me meritarmela. Per la continuità dovresti chiedere ai dirigenti, scelgono loro".
Questi cambiamenti riflettono il suo carattere, magari irrequieto?
"Andiamo sul personale, non sono irrequieto. Poi magari usciamo e mi conosci meglio. Come persona non sono alla ricerca sempre dell'opportunità migliore. Come ho già detto prima non mi va di andare a parlare di cose successe o rispondere ad affermazioni fatte, mi limito a ringraziare chi mi ha scelto e mi ha dato la possibilità di essere qui, non solo il Sassuolo ma anche le persone degli altri club. Poi voi dovete scrivere e dovete fare polemica ma non sono irrequieto e non sono alla ricerca di chissà che cosa. Sono una persona abbastanza equilibrata e spero di dimostrarlo".
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