16 settembre 2008 l’ultimo Sassuolo-Pisa in casa dei neroverdi. Finì 3-1 e il mattatore fu Alessandro Noselli che dopo 3 minuti portò in vantaggio i neroverdi e poi al 34' si procurò il calcio di rigore trasformato da Salvetti. Era un Sassuolo diverso, che stava crescendo, e che da lì a qualche anno sarebbe arrivato per la prima volta in Serie A: "Era la seconda in casa - ci dice l'ex neroverde intercettato in esclusiva - il primo gol l'avevo fatto con il Grosseto. I ricordi sono sempre positivi perché siamo partiti forte, il primo anno di B dopo una vita praticamente, eravamo una squadra unita, ben impostata, e in quell'anno siamo andati alla grande. Bei ricordi oltre al mio gol, la vittoria e tutto quello che ne è conseguito".
Era un Sassuolo agli albori che stava costruendo qualcosa di importante. Immaginavi poi questo cammino dei neroverdi che sono arrivati non solo in A ma addirittura in Europa?
"La strada è sempre lunga per fare qualcosa di importante ma il patron Squinzi aveva sempre detto che voleva fare le cose fatte bene e si poteva immaginare qualcosa di positivo, quindi la strada era lunga ma prima o poi il Sassuolo sarebbe arrivato dove voleva il patron Squinzi per essere una società forte e senza problemi".
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Tu hai collezionato 104 presenze e 38 gol con la maglia del Sassuolo e sei il miglior marcatore in B dei neroverdi. Che ricordi hai di quell’esperienza?
"Sicuramente positivi perché sono state 4 annate bellissime coronate da tante cose, tranne per due sconfitte ai playoff, ma a parte quello sono state annate bellissime. Al di là dei gol, anche come gruppo, annate e società, sono state annate bellissime. Mi dispiace solo per l'ultimo anno e mezzo perché mi sono infortunato al piede tre volte e non ho potuto continuare quello che avevo iniziato, pensare che ho giocato due anni su quattro, sono il capocannoniere in B del Sassuolo ed è comunque una grossa soddisfazione".
Hai qualche rimpianto?
"Il rimpianto grosso è l'infortunio perché se non avevo quello potevo continuare il percorso dei primi due anni, potevo raggiungere la Serie A col Sassuolo e mi è dispiaciuto quando non sono potuto rimanere per varie vicissitudini però ormai non è il caso di commentare quelle cose perché Sassuolo è un ricordo bellissimo per me, è la mia seconda casa, c'è il mio migliore amico che è Max Fusani, sono bei ricordi".
Passiamo al presente. Sabato c’è Sassuolo-Pisa, prima contro seconda. Che gara ti aspetti? Chi rischia di più?
"Rischia di più il Pisa perché ha lo Spezia dietro un po' più attaccato quindi se perde e lo Spezia vince la può avvicinare, se perde il Sassuolo il Pisa si avvicina ma credo che il Sassuolo che abbia la capacità di reagire, ha un gruppo forte e di esperienza, e credo che fra le due rischi di più il Pisa. Spero che vinca il Sassuolo ma al di là della scaramanzia e dell'aritmetica è quasi in Serie A. Tutti faranno i gesti apotropaici ma credo che lo pensino un po' tutti lo stesso".
All’andata finì 3-1, una vittoria meritata per il Pisa. I neroverdi non hanno mai vinto uno scontro diretto quest’anno. Perché quella che viene definita una corazzata fa fatica nei big match?
"Un po' mi fa strano perché questa è una squadra d'esperienza che non dovrebbe subire così tanto la pressione ma sono poche partite su un campionato intero, prendo in considerazione quelle con Pisa e Spezia, un approccio sbagliato, ma anche con il Pisa all'andata potevano far gol all'inizio poi dopo aver subito la rete si sono lasciati un po' andare, con lo Spezia ha perso nel finale ma credo che nel complesso sia una cosa mentale perché quando sei primo per tante partite, hai tanti punti di differenza, poco importa cosa succede con queste due sconfitte. Ovvio, bisogna sempre migliorare, ma è importante cercare di vincere la partita in casa per fare un passo in più verso il traguardo che il Sassuolo si è posto dall'inizio dell'anno e per battere anche una diretta concorrente".
Molti parlano appunto di Sassuolo illegale e di squadra fuori categoria però dopo una retrocessione non era scontato ripartire bene e dominare il campionato. Ti aspettavi più difficoltà in questa stagione? Ha più meriti Grosso o la società?
"I meriti giustamente vanno divisi, quella è una cosa ovvia, ma all'inizio le varie difficoltà iniziali, la sconfitta in casa con la Cremonese, non avevo dei dubbi ma pensavo ci volesse più tempo e invece dopo è venuta fuori bene. Il Sassuolo ha un allenatore esperto, ha dei giocatori e dei dirigenti importanti, c'è una società importante, il merito va diviso su tutti. Mi sarei aspettato qualche settimana di adattamento in più alla B ma si sono abituati subito e hanno tenuto una mentalità vincente che ha fatto la differenza perché essere così costanti in B è difficile".
Chi è il Noselli del Sassuolo adesso?
"Questa è una bella domanda. Ognuno ha le proprie caratteristiche. A me piaceva puntare, andare in velocità. Giocavo esterno e potrei dire Laurienté e Berardi, forse un pochino di più il francese perché è veloce, ha dribbling, Berardi ovviamente è veloce anche lui ma sul posto fa delle grandi cose e in profondità va un pochino meno, ovviamente passatemi questi termini perché parliamo sempre di Berardi. Sono due grandi campioni, fanno il mio ruolo, e vado su di ruolo ma ognuno ha le sue caratteristiche ed è giusto così".
Tu sei andato via e Berardi iniziava ma hai avuto modo di vederlo all'opera? Si allenava già con voi...
"Lui ha fatto gli ultimi 4 mesi allenandosi in prima squadra. Lo conosco, ci siamo allenati insieme, si vedeva che aveva le potenzialità per fare bene, questi giocatori si vedono subito, poi la mentalità l'ha costruita. All'inizio un po' come tutti i giovani era un po' 'turbolento' ma mi ricordo che era già forte all'epoca e poi si è visto".
Ti chiedo un giudizio generale sulla B. Ormai sembra una lotta a tre Sassuolo, Pisa e Spezia per le prime tre posizioni. Credi che possa rientrare un’altra squadra? Ti aspettavi le difficoltà di Palermo e Sampdoria?
"Guardando le ultime annate hanno sempre fatto un pochino fatica e metti in preventivo questo ma pensi anche che prima o poi si riscatteranno e che sarà il loro anno. Ovvio che società così importanti devono avere dietro una dirigenza importante da farle tornare in A, dove meritano di stare questi club, poi ovviamente la B è sempre un campionato a parte dove può succedere di tutto, poi se hai un programma importante e delle teste importanti come nel Sassuolo alla fine riesci a superare le difficoltà e a tornare in Serie A e credo che sia giusto così, che loro debbano fare qualcosa in più per riportare queste società dove meritano. Aggiungo anche che la B di 7-8 anni fa è completamente diversa da quella di adesso, c'erano squadre importanti che quando andavano in A potevano rimanere in massima serie per tante annate, ora il livello si è leggermente abbassato e forse anche per questo fai fatica a trovare delle annate importanti per tornare su, cosa che invece ha fatto il Sassuolo e devo dar merito al club per questo perché andare in B e non andare in A subito, poi inizi a traballare e invece alla prima occasione buona che hai devi approfittarne e questo ha fatto il Sassuolo".
Si parla molto della disputa o meno dei playoff. Ci vogliono 14 punti di distacco tra terza e quarta per far saltare il banco, ora ce ne sono 8. Secondo te si giocheranno i playoff?
"Sì, secondo me si giocheranno perché il Pisa è un po' più avanti, lo Spezia deve rimanere lì con la testa, vincere quasi sempre, e allo stesso modo tutte quelle squadre che sono dietro come Catanzaro, Cremonese e le altre che lottano per la quarta posizione devono un pochino mollare e secondo me è difficile, quindi secondo me alla fine i playoff si giocheranno".
Chiudo con una domanda personale. Cosa fa adesso Alessandro Noselli?
"Ho aperto un'Accademia a Bologna e insegno tecnica ai ragazzi dai 9 anni in su perché la tecnica è una cosa fondamentale che si fa poco ormai nei settori giovanili. Sono contento perché stanno venendo tanti ragazzi che hanno tanto da imparare. È una cosa che è nata anche quando sono tornato dall'America e spero si possa continuare per far crescere questi ragazzi perché ne ha bisogno anche l'Italia sia a livello personale che a livello di nazionale".
Si ringrazia Alessandro Noselli per la cortesia e la disponibilità dimostrate in occasione di questa intervista.
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