Un’eredità pesante, sì, ma da raccogliere senza paura. Andrea Fabris, direttore generale e amministratore delegato del Sassuolo Calcio, è intervenuto a Barbe Capelli e ha tracciato le linee del nuovo corso neroverde, soffermandosi sul dopo-Carnevali, sul lavoro svolto in estate e sulla centralità dei giovani nel progetto del club.

Il primo tema affrontato è inevitabilmente quello della successione a Giovanni Carnevali, figura che ha caratterizzato profondamente la crescita del Sassuolo negli ultimi anni: "Da raccogliere con il sorriso, nel senso che poi le esperienze fatte, il percorso fatto, dal lato mio, mi dà la consapevolezza di poter sostenere quello che è sicuramente un peso importante, perché Giovanni Carnevali ha caratterizzato molto la storia del Sassuolo".

Fabris, però, ha sottolineato come il club possa contare su basi solide: "Abbiamo la fortuna di avere una proprietà di un certo tipo, una proprietà italiana, che ha grandi motivazioni, grandi idee e che supporta tutta la struttura".

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"Ho ritrovato il Sassuolo che avevo lasciato"

Dopo le ultime due stagioni trascorse all’Atalanta, Fabris è tornato in un ambiente che conosce molto bene: "Ho ritrovato un po' il Sassuolo che avevo lasciato, tra l'altro un po' a malincuore, perché comunque ero molto legato alla società, evidentemente strutturato nel miglior modo possibile".

Il nuovo amministratore delegato ha poi parlato della necessità di imprimere comunque una propria direzione al club: "Poi ognuno di noi deve dare un po' la sua impronta nelle cose, per cui sicuramente ci sarà un'evoluzione del club come deve avvenire, che non vuol dire che si miglioreranno o peggioreranno le cose, vuol dire che devono evolvere come tutte le cose della vita".

"Palmieri ha costruito qualcosa di importante"

Fabris ha poi spostato l’attenzione sul lavoro svolto durante l’estate, riconoscendo un ruolo centrale a Francesco Palmieri: "Sì, devo dire che quest'estate ha fatto un lavoro straordinario, in un momento anche di passaggio, diciamo così, complicato. Un lavoro straordinario in primis di Francesco Palmieri, ma direi anche di tutta la struttura".

Fabris ha voluto però allargare i meriti anche a chi lavora dietro le quinte: "A volte non si ricorda il ruolo fondamentale del nostro segretario generale Roberto Felicori, che fa un lavoro nell'ombra straordinario".

Esposito e Cinquegrano simboli del nuovo Sassuolo

Tra i nomi citati da Fabris spiccano quelli di Sebastiano Esposito e Simone Cinquegrano, due giocatori che rappresentano bene l’idea di Sassuolo che la società vuole costruire. "C'è Sebastiano Esposito, che ha fatto molto bene con la nazionale, ma ci sono anche i giocatori che vengono dal nostro istituto, prima o tra tutti il Cinquegrano, che sta facendo molto bene".

Fabris ha poi spiegato quale sia, in concreto, la direzione scelta dal club: "Diciamo che l'impostazione data fa capire un po' dove vogliamo andare, ossia cercare di fare il giusto mix tra giocatori di un certo tipo, di esperienza".

Ed è qui che entrano in scena due riferimenti fondamentali dello spogliatoio: "Abbiamo tra gli altri Berardi e Matic, che sono due giocatori importantissimi, che devono però accompagnare la crescita dei nostri ragazzi".

"Vogliamo valorizzare sempre di più il settore giovanile"

La frase finale di Fabris è forse quella che meglio sintetizza la filosofia del nuovo corso: "Il nostro obiettivo è quello di valorizzare sempre di più il nostro settore giovanile".

Una linea che il Sassuolo porta avanti da anni e che ora sembra destinata ad assumere ancora maggiore peso. Il nuovo corso firmato Fabris parte dunque da tre concetti: continuità, evoluzione e giovani.

Carnevali ha lasciato un’eredità importante, ma il Sassuolo vuole ripartire senza strappi, affidandosi a una struttura consolidata, al lavoro di Palmieri e a una proprietà che continua a rappresentare il punto fermo del progetto.

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Sezione: News / Data: Ven 09 ottobre 2026 alle 09:35
Autore: Sarah G. Comotto
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