C’è un altro nome da appuntare sul taccuino quando si parla del futuro del Sassuolo. Si chiama Nana Jeffrey Baffoh, ha appena 17 anni, è nato a Modena, ha origini ghanesi e sta bruciando le tappe all’interno del settore giovanile neroverde.

Il salto compiuto negli ultimi mesi racconta già parecchio. Dall’Under 17 all’Under 18, fino alle prime presenze con ragazzi anche di due o tre anni più grandi nel Campionato Primavera 1 2026/27. Baffoh non è un trequartista da copertina, non vive di dribbling o statistiche offensive. È uno di quei centrocampisti che spesso si notano meno fino a quando non ci si concentra su ciò che fanno davvero: recuperano palloni, chiudono linee di passaggio, danno equilibrio e permettono agli altri di giocare.

Nato il 2 aprile 2009 a Modena, Baffoh possiede doppia cittadinanza italiana e ghanese e viene indicato principalmente come mediano, con la possibilità di agire anche da centrocampista centrale.

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Dal Sassuolo Under 17 alla Primavera in pochi mesi

La stagione precedente era stata soprattutto quella dell’Under 17, ma Baffoh aveva già cominciato ad affacciarsi nelle categorie superiori. Nel 2025/26 aveva infatti raccolto presenze anche con l’Under 18 e persino un’apparizione con la Primavera nel finale di campionato. Contro il Frosinone, entrando nella ripresa, era stato descritto come un giocatore capace di portare immediatamente energia e recuperare palloni importanti.

Nel nuovo campionato Baffoh è entrato concretamente nelle rotazioni della formazione Primavera guidata da Cristian Serpini, pur continuando a essere formalmente utilizzabile anche con l’Under 18. Una promozione significativa per un classe 2009 chiamato a confrontarsi con calciatori più grandi e fisicamente più strutturati.

È partito titolare, ad esempio, nella trasferta contro il Cagliari, componendo il centrocampo neroverde insieme a Mussini e Acatullo. È stato poi schierato dall’inizio nel rocambolesco 5-3 contro il Bologna e ancora nella gara persa 2-1 sul campo dell’Empoli. Tre partite che aiutano anche a capire perché il Sassuolo stia accelerando il suo percorso.

Che giocatore è Baffoh: un numero 6 più che un numero 8

La collocazione più naturale è davanti alla difesa. Baffoh è principalmente un mediano, quello che nel calcio moderno viene spesso identificato come numero 6: il giocatore incaricato di dare protezione ai centrali, occupare correttamente gli spazi e diventare il primo riferimento quando il pallone deve uscire dalla zona difensiva.

Le prime apparizioni in Primavera hanno fatto intravedere anche una capacità interessante di leggere lo sviluppo dell’azione anche qualche metro più avanti. Nelle pagelle della sfida contro il Bologna è stata sottolineata proprio la sua prestazione "compatta" e solida in copertura, ma anche la capacità di effettuare recuperi nella metà campo offensiva per riattivare immediatamente l’azione del Sassuolo.

Il mediano contemporaneo non può più limitarsi a distruggere il gioco avversario. Deve capire dove finirà il pallone prima degli altri, accorciare in avanti, sostenere il pressing e, una volta conquistata palla, scegliere velocemente cosa farne: Baffoh sembra essere stato formato proprio con questa idea.

Recupero palla e letture: dove si vede la sua personalità

La caratteristica che emerge maggiormente dalle sue partite è la predisposizione a stare dentro il gioco. Non necessariamente tocca cento palloni, ma tende a occupare zone centrali decisive. Cerca l’intercetto, va sul duello e prova a garantire una presenza davanti alla difesa.

Nella partita con l’Empoli, ad esempio, è stato protagonista anche nella metà campo avversaria e il Sassuolo è andato vicino al gol al 22' proprio su una sua punizione ben calciata, trasformata da Mirri in un colpo di testa respinto dal portiere Vettore. Un piccolo dettaglio, ma interessante: Baffoh può dare qualcosa anche sui palloni inattivi e nella distribuzione.

Contro il Cagliari, invece, la gara aveva evidenziato anche gli aspetti ancora da migliorare. In un centrocampo neroverde spesso sfilacciato, il giovane mediano aveva faticato a proteggere da solo gli spazi e a compensare attraverso il palleggio.

Non soltanto muscoli: Baffoh deve diventare un mediano completo

Definirlo semplicemente "centrocampista difensivo" rischierebbe quindi di essere riduttivo. Il Sassuolo sembra lavorare per costruire un giocatore capace di svolgere più funzioni: davanti alla difesa quando c’è da proteggere, più alto quando la squadra pressa e centrocampista di collegamento quando bisogna accompagnare il possesso. La sua crescita passerà soprattutto dalla qualità nella gestione del pallone.

Dal punto di vista difensivo, invece, dovrà imparare a dosare aggressività e posizione. Per un mediano il rischio è sempre lo stesso: andare a caccia del pallone lasciando libero lo spazio alle proprie spalle. La maturità nel ruolo arriverà quando saprà capire non soltanto quando intervenire, ma anche quando restare fermo.

La Nazionale italiana lo segue da anni

Baffoh non è comparso improvvisamente sui radar. Il suo nome circola già da tempo nelle selezioni giovanili italiane. Era titolare e addirittura capitano dell’Italia Under 15 in un’amichevole contro la Slovenia nel gennaio 2024, quando figurava già come giocatore del Sassuolo.

Successivamente è passato attraverso l’Under 16 e l’Under 17. Nel marzo 2025 era tra i convocati dell’Italia U16 per la doppia amichevole contro la Germania, mentre più recentemente è stato inserito stabilmente nel gruppo dell’Under 17 di Daniele Franceschini.

Nel percorso di avvicinamento alle qualificazioni europee è arrivato anche un gol contro il Milan Under 17 in amichevole, nella rimonta azzurra da 0-2 a 3-2.

Italia o Ghana, il futuro internazionale resta aperto

C’è poi un altro tema destinato inevitabilmente ad accompagnarlo. Baffoh è nato a Modena ed è cresciuto calcisticamente in Italia, ma le origini familiari gli consentono di essere eleggibile anche per il Ghana. 

Finora la strada intrapresa è stata interamente azzurra, dalle prime selezioni fino all’Under 17 e alle successive chiamate giovanili. Ci sarà eventualmente tempo per qualsiasi decisione futura: a 17 anni la priorità resta costruire il calciatore.

Perché piace al Sassuolo

È del 2009 ma sta già giocando in Primavera. È un centrocampista fisicamente e tatticamente interessante. Ha esperienza nelle Nazionali giovanili e soprattutto occupa un ruolo nel quale la maturazione tende spesso a essere più lenta rispetto a quella degli attaccanti.

Per questo il fatto che riesca già oggi a reggere minuti nel Primavera 1 è significativo. Non significa naturalmente che la prima squadra sia dietro l’angolo. Sarebbe sbagliato caricare un diciassettenne di aspettative eccessive. Significa, però, che il suo percorso sta andando più velocemente rispetto alla normale tabella di marcia.

Il possibile futuro: da mediano a centrocampista box-to-box?

Una delle domande più interessanti riguarda la sua evoluzione. Oggi Baffoh è soprattutto un mediano. Nel lungo periodo, però, non è escluso che possa svilupparsi anche come centrocampista a tutto campo, soprattutto se cresceranno conduzione, capacità di rompere la pressione avversaria e presenza offensiva. Le letture in avanti già mostrate fanno pensare che limitarlo stabilmente davanti alla difesa potrebbe non essere l’unica soluzione.

Molto dipenderà anche dalla sua evoluzione fisica. A 17 anni un calciatore può cambiare profondamente in due stagioni: struttura, esplosività e coordinazione possono modificare perfino il ruolo ideale. Il Sassuolo ha il vantaggio di conoscerlo da anni e poter accompagnare questa trasformazione senza accelerazioni artificiali.

Baffoh, un altro nome da seguire con attenzione

Nel settore giovanile neroverde stanno emergendo diversi profili interessanti, e Jeffrey Baffoh è uno di quelli con la carta d’identità più sorprendente. Classe 2009, nato a Modena, origini ghanesi, mediano, già nel giro delle Nazionali italiane giovanili e già chiamato a confrontarsi con il campionato Primavera.

La sua qualità più interessante, oggi, sembra essere proprio la somma di più elementi: fisicità, letture difensive, recupero del pallone, personalità e disponibilità a giocare contro avversari più grandi. A queste basi dovranno aggiungersi sempre maggiore pulizia tecnica, velocità nel palleggio e continuità.

Il resto lo dirà il campo. Ma nel laboratorio del Mapei Football Center c'è un altro ragazzo sul quale vale la pena tenere gli occhi aperti. Nana Jeffrey Baffoh ha soltanto 17 anni e sta già bussando alla porta del calcio dei grandi.

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Sezione: Sassuolo Primavera / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 19:05
Autore: Manuel Rizzo
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