La sconfitta per 4-2 sul campo del Frosinone non ha messo sotto accusa soltanto la difesa del Sassuolo e gli errori individuali. Nel mirino, inevitabilmente, è finito anche Alberto Aquilani. Perché allo Stirpe alcune scelte del tecnico neroverde non hanno convinto e, a posteriori, sono diventate parte integrante dell’analisi di una serata da dimenticare.

Il primo tema riguarda Arijanet Muric. Aquilani gli ha confermato fiducia nonostante gli errori già commessi nelle settimane precedenti e il kosovaro è rimasto titolare anche a Frosinone. Una scelta coerente con la linea dell’allenatore, che lo considera un portiere forte e lo ha ribadito anche nel post partita, ma che allo Stirpe ha prodotto altri due episodi pesantissimi nel giro di pochi minuti. La fiducia è una cosa, le gerarchie un’altra: ora il tema Turati non può più essere liquidato come semplice suggestione.

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Van Der Brempt al posto di Cinquegrano: scelta che non ha pagato

Anche sulla fascia destra la decisione di Aquilani ha lasciato perplessità. Ignace Van Der Brempt è stato preferito ancora una volta a Simone Cinquegrano, ma la sua prestazione non ha convinto. Il belga è apparso in difficoltà con Kvernadze, mentre il classe 2004 italiano era stato tra le note più positive di questo avvio di stagione e nelle ultime due partite è finito fuori dall’undici nonostante un rendimento più che positivo.

Una scelta tecnica legittima, naturalmente, ma che dopo Frosinone torna inevitabilmente al centro del dibattito. Soprattutto perché Cinquegrano aveva garantito continuità, gamba e affidabilità in una fase in cui il Sassuolo avrebbe forse avuto bisogno proprio di certezze.

Il caso Adzic: perché non è entrato?

Poi c’è Vasilije Adzic. Il montenegrino è rimasto in panchina per tutta la partita, nonostante il Sassuolo fosse costretto a rincorrere e avesse bisogno di qualità, strappi e soluzioni offensive. Aquilani ha spiegato nel post gara che Adzic “sta bene” e che è “un giocatore sul quale punto molto”, aggiungendo che lo sviluppo dei cambi lo ha portato verso altre scelte.

Spiegazione chiara, ma che non cancella il dubbio: in una partita da recuperare, con il Sassuolo in difficoltà nel creare superiorità negli ultimi metri e che è passato anche al 4-2-3-1, rinunciare completamente a uno dei giocatori più talentuosi della rosa ha fatto discutere.

Aquilani resta un progetto, ma ora deve correggere

Sarebbe però sbagliato trasformare una serata negativa in un processo all’allenatore. Aquilani è alla settima giornata della sua prima stagione in Serie A, ha già mostrato idee, coraggio e capacità di valorizzare tanti giovani. Il Sassuolo ha battuto la Juventus, fermato il Milan e fatto vedere un calcio qualitativo. Gli infortuni, inoltre, hanno complicato parecchio le rotazioni. Ma proprio perché il progetto è interessante, le scelte vanno analizzate senza sconti.

A Frosinone non hanno funzionato alcune decisioni iniziali e nemmeno tutte quelle prese a gara in corso. Muric è stato ancora confermato, Van Der Brempt ha deluso, Cinquegrano è rimasto fuori e Adzic non ha messo piede in campo. Non è una bocciatura per Aquilani. È il primo vero passaggio a vuoto anche sul piano delle scelte e a Como, anche lui, dovrà a sbagliare il meno possibile.

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Sezione: News / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 14:25
Autore: Manuel Rizzo
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