Da centravanti a terzino. Da prospetto da costruire a giocatore con il maggior minutaggio della rosa neroverde. La storia di Simone Cinquegrano è una di quelle che raccontano bene quanto, nel calcio, una carriera possa cambiare direzione grazie a un’intuizione giusta e alla capacità di farsi trovare pronti.

Il classe 2004 del Sassuolo è una delle sorprese più interessanti di questo avvio di stagione. Alberto Aquilani gli ha dato fiducia e Cinquegrano l’ha ripagata con continuità, personalità e prestazioni che lo hanno portato a diventare uno dei punti fermi della squadra.

Intervistato da Sky Sport, lo stesso giocatore ha ammesso che a inizio stagione non avrebbe immaginato uno scenario simile: "Avrei pensato che è impossibile, invece sono contento che il mister e la società mi stiano dando fiducia. Il mio obiettivo era salire in società più grandi e migliorarmi ogni giorno, qui mi sono allenato sempre al 100%, il mister mi ha dato fiducia e ho cercato di ripagarla in partita".

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L’intuizione di Palmieri: da attaccante a terzino

Il passaggio più interessante dell’intervista riguarda però le origini della trasformazione. Cinquegrano nasce calcisticamente come centravanti, ma a un certo punto Francesco Palmieri vede qualcosa di diverso. "Sì, ma il direttore Palmieri ha avuto l'intelligenza di mettermi terzino e da lì ho continuato a fare ciò che dovevo. Aveva visto quel qualcosa in più e penso che ci abbia preso!".

Una scelta che, con il senno di poi, ha cambiato il percorso del giocatore. Da attaccante a esterno basso, con caratteristiche che in realtà conservano qualcosa del passato: propensione a spingere, capacità di accompagnare l’azione, aggressività e confidenza con le zone offensive. Palmieri ha letto in anticipo un possibile sviluppo e Cinquegrano ha avuto il merito di adattarsi senza perdere identità.

La fiducia di Aquilani

Aquilani lo ha poi completato sul piano tattico. Il Sassuolo dell’attuale allenatore chiede ai terzini di partecipare al possesso, alzarsi, accompagnare l’azione e avere coraggio con il pallone. Non semplici difensori laterali, quindi, ma giocatori coinvolti nella costruzione.

Cinquegrano si è inserito perfettamente in questo tipo di calcio. Il dato più significativo è proprio il minutaggio: il giovane esterno è diventato uno dei giocatori più utilizzati della rosa, nonostante in estate fosse arrivato anche Ignace Van der Brempt, elemento con maggiore esperienza e teoricamente davanti nelle gerarchie.

Cinquegrano, però, vive la concorrenza in maniera costruttiva: "Bisogna pensare che è arrivato uno come Van der Brempt, con grande esperienza, e io guardo a lui come uno che può insegnarmi qualcosa. Lo guardo in ogni allenamento".

Il sogno Italia e il legame con l’Argentina

Cinquegrano ha raccontato anche il proprio legame con due Paesi: "Sono nato a Modena, mio padre è di Buenos Aires. Il mio obiettivo è poter indossare la maglia dell'Italia. Se arrivassero le due chiamate, Argentina e Italia, dovrei scegliere e sarebbe una decisione importante". Per ora resta un sogno, ma il percorso intrapreso rende il tema meno astratto rispetto a qualche mese fa.

La continuità in Serie A, soprattutto in un ruolo nel quale l’Italia sta cercando nuove soluzioni, può inevitabilmente aumentare l’attenzione attorno al suo nome.

"Qualche follower in più, ma non è cambiato nulla"

Fuori dal campo, invece, Cinquegrano racconta di essere rimasto lo stesso: "Non è cambiata, in realtà. Qualche follower l'ho preso, ma non guardo a queste cose: faccio sempre il mio, ho la famiglia e gli amici qua".

Poi il riferimento alla vita privata: "Sono un ragazzo cui non piace andare in giro, io sto tranquillo: ho la mia ragazza e la amo. Si chiama Katia e stiamo insieme da 3 anni".

"Se hai la testa puoi arrivare dove vuoi"

Il suo messaggio finale ai giovani riassume forse meglio di tutto il percorso: "Penso sempre alla mentalità, al crederci sempre. Se hai la testa e ci credi, puoi arrivare dove vuoi".

Cinquegrano, per ora, ci sta riuscendo. Era un centravanti, oggi è un terzino. Doveva giocarsi il posto, ora è uno dei più utilizzati. Aveva davanti un giocatore più esperto, invece si è preso la fascia.

Dietro tutto questo c’è il lavoro quotidiano, ma anche una scelta che ha cambiato il corso della sua carriera. E Cinquegrano lo riconosce senza giri di parole: Palmieri aveva visto qualcosa. E, almeno fin qui, ci aveva visto giusto.

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Sezione: News / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 18:12
Autore: Sarah G. Comotto
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