Castellammare di Stabia come fabbrica di fratelli. Ieri gli Abbagnale, oggi gli Esposito. Sport diversi, epoche diverse, ma un filo comune fatto di famiglia, sacrificio, appartenenza e orgoglio per una città che continua a produrre campioni.

Giuseppe e Carmine Abbagnale, leggende del canottaggio italiano, hanno parlato a La Gazzetta dello Sport di Francesco Pio e Sebastiano Esposito, protagonisti del nuovo corso della Nazionale. Il paragone nasce quasi naturalmente: due coppie di fratelli, entrambe legate profondamente a Castellammare, entrambe capaci di arrivare a rappresentare l'Italia ai massimi livelli.

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Giuseppe Abbagnale: "Sono 100% fieramente stabiesi"

Giuseppe Abbagnale ha sottolineato soprattutto il legame territoriale: "Orgoglio, un po' perché è sempre bello vedere atleti della zona eccellere, e un po' perché per noi è un affare di famiglia".

Poi il richiamo alle radici: "Noi siamo nati a Pompei, qualche chilometro più in là, ma viviamo ancora qui: io vicino a Castellammare e Carmine proprio in città. Siamo parte di questi luoghi che ci hanno formati come atleti. E lo sono anche gli Esposito: anche se vivono a Brescia da tempo, sono 100% fieramente stabiesi".

Per Abbagnale, quindi, l'ascesa dei due attaccanti ha un valore che va oltre il campo: "Stessa origine e stessa fratellanza, ora gli auguriamo gli stessi successi perché li meritano".

"Pio mi piace di più, Seba sta recuperando"

Giuseppe Abbagnale ha poi espresso anche una preferenza tecnica: "Io amo i centravanti, quindi preferisco Pio, ma basta caricarlo di troppe responsabilità, non può essere il salvatore della patria". Su Sebastiano, oggi al Sassuolo, il giudizio resta comunque molto positivo: "Seba è più indietro, ma sta recuperando e merita attenzione".

Poi il parallelo tra le due coppie: "Li vedo, comunque, con caratteri diversi, esattamente come me e Carmine: io più istintivo e lui più riflessivo. Io più estroverso e lui più taciturno".

"Proteggeteli, oggi i social possono massacrarli"

Il passaggio più forte riguarda però il peso mediatico che accompagna oggi i giovani calciatori: "Noi avevamo la fortuna di gareggiare insieme e di proteggerci l'un l'altro. Oggi ci sono i social e al primo errore loro rischiano il massacro".

Da qui l'appello: "Pensiamo a proteggerli perché sono un tesoro della Nazionale".

Carmine Abbagnale: "L'intesa di famiglia li aiuterà"

Anche Carmine Abbagnale ha raccontato l'emozione provata nel vedere Pio e Sebastiano insieme in azzurro: "Li ho visti debuttare in nazionale insieme e sono fiero di loro, come tutta Castellammare".

Poi il desiderio per il futuro: "Noi Abbagnale aspettavamo solo il momento dei due fratelli azzurri e ora spero che continuino a fare da coppia in attacco e a onorare la Nazionale, che è il massimo".

Carmine ha poi spiegato la differenza tra canottaggio e calcio, ma anche il possibile vantaggio della fratellanza: "Gli sport sono molto diversi: nel canottaggio si fa lo stesso movimento e per due fratelli diventa ancora più automatico. Nel calcio devono fare cose diverse, ma l'intesa di famiglia li aiuterà in campo, come aiutava noi in barca".

"Servono fame, disciplina e sacrificio"

Il messaggio finale è rivolto soprattutto al percorso che attende i due Esposito: "Molti campioni vengono sempre dalla fame. Un po' ci si arrangia e un po' si mette più impegno, determinazione, tutto". Poi i valori indicati come indispensabili: "Per arrivare a certi livelli, ci vogliono resilienza, stabilità negli allenamenti, affidabilità, voglia di mettersi continuamente in gioco e di sacrificarsi".

E ancora: "Devono essere fieri di portare lo stesso cognome, anche se fa aumentare la responsabilità in famiglia e la pressione. Devono vivere il momento, cavalcarlo, ma sanno benissimo che c'è ancora bisogno di lavorare".

Da Castellammare agli Azzurri, insomma, cambia lo sport ma non cambia la sostanza: due fratelli, una famiglia alle spalle e un Paese intero che guarda. E stavolta, dopo gli Abbagnale, tocca agli Esposito.

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Sezione: News / Data: Gio 08 ottobre 2026 alle 18:36
Autore: Sarah G. Comotto
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