Dalla Croazia all’Austria, poi Francia, Premier League, Liga e adesso Serie A. Duje Caleta-Car si è raccontato ai microfoni di SassuoloChannel, ripercorrendo una carriera già ricca di esperienze internazionali e spiegando le ragioni che lo hanno portato a scegliere il Sassuolo.

Il difensore croato parte dalle origini, da quel pallone diventato presto una presenza quotidiana grazie al fratello, più grande di sette anni: "Ho iniziato ad allenarmi a sette anni, ma in realtà tutto era cominciato molto prima. Guardavo mio fratello giocare, andavo alle sue partite e agli allenamenti e a casa giocavamo sempre insieme. A sette anni ho poi iniziato nell'accademia del Sebenico".

L'esordio con la prima squadra arrivò prestissimo, quando Caleta-Car non aveva ancora compiuto 16 anni. Alcuni infortuni nel reparto difensivo gli spalancarono improvvisamente una porta che sembrava ancora lontana: "Non avrei dovuto giocare quella partita, ma alcuni difensori centrali si fecero male e l'allenatore mi chiamò. Avevo 15 anni e 11 mesi. Ricordo che perdemmo, ma era la mia prima partita con il mio club e resta un ricordo bellissimo".

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Il salto al Salisburgo: "I primi mesi furono durissimi"

La svolta arrivò con il trasferimento all'estero: "All'inizio è stato difficile. Cambiare Paese, scuola, amici, cultura e lingua significa cambiare completamente la propria vita. Mio padre venne con me e senza il suo supporto probabilmente sarei tornato in Croazia".

Poi l'adattamento, gli amici, la lingua e soprattutto il campo: "Il Salisburgo significa tantissimo per me. È un grande club, con strutture incredibili e una delle migliori accademie al mondo. Giocare più di cento partite e vincere sette trofei è qualcosa di cui sono molto orgoglioso".

Marsiglia e la pressione del Velodrome

Caleta-Car ricorda ancora l'impatto con il calcio francese e soprattutto con l'atmosfera del Velodrome di Marsiglia: "Se non ci siete mai stati, guardatelo almeno su YouTube. Quando esci per il riscaldamento e senti cantare i tifosi è un'atmosfera elettrica".

Quattro stagioni che lo hanno fatto crescere anche nella gestione della pressione: "Se giochi male una o due partite, in un club così grande iniziano subito le critiche. Ho avuto bisogno di circa sei mesi per adattarmi all'intensità del campionato francese e al nuovo ambiente, poi è diventato tutto più semplice".

Dalla lotta salvezza all'Europa

Nel racconto del croato c'è anche una stagione capace di cambiare volto nel giro di pochi mesi: "Eravamo quindicesimi o sedicesimi e stavamo lottando per non retrocedere. Poi è arrivato un nuovo allenatore, abbiamo preso fiducia e siamo risaliti fino al settimo posto, qualificandoci per l'Europa League all'ultima giornata. Quell'anno mi ha insegnato quanto velocemente il calcio possa cambiare".

Poi la Spagna e un'altra avventura importante, culminata con una coppa conquistata ai rigori dopo una finale durissima: "Arrivare ai rigori e vincere dopo 120 minuti è un ricordo che porterò con me per tutta la vita".

"Seguivo la Serie A da ragazzo"

Il presente, però, si chiama Sassuolo: Caleta-Car non nasconde di aver sempre guardato con interesse al campionato italiano: "Quando ero giovane seguivo la Serie A. Tanti giocatori croati mi avevano parlato benissimo del campionato e quando è arrivata l'opportunità del Sassuolo sapevo che si trattava di un buon club".

Nella scelta ha avuto un peso anche Nemanja Matic: "Ho parlato con Nemanja e mi ha detto solo cose positive del Sassuolo, che qui ci si può divertire giocando a calcio".

A 30 anni il centrale sente di essere arrivato in una fase particolarmente importante della propria carriera: "Mi sento forse nella migliore forma possibile, fisicamente e mentalmente. Ho anche tanta esperienza in più. Voglio portare tutto questo in campo e aiutare i miei compagni".

"Questa squadra ha qualità"

Le prime impressioni sul Sassuolo sono positive: "Vedo che abbiamo tante qualità e nelle partite giocate finora ho visto una squadra davvero forte. Il mio obiettivo è aiutare i compagni, giocare il miglior calcio possibile e arrivare nella posizione migliore".

E ora, dopo l'ultima sconfitta, c'è subito un appuntamento di quelli pesanti. Domenica al Mapei Stadium arriverà il Milan e dall'altra parte Caleta-Car troverà anche Luka Modric, compagno per anni con la Croazia: "Non ho ancora parlato con lui. Sappiamo tutti che è una leggenda per la Croazia e per il calcio mondiale. Sono orgoglioso di aver trascorso tanti anni insieme a lui e di aver imparato tanto. Dobbiamo essere grati per quello che ha fatto per il nostro Paese e per il calcio".

Poi la sfida ai rossoneri: "Sappiamo che sarà una partita difficile. Hanno cambiato allenatore e hanno nuove idee, ma noi ci prepareremo. In casa siamo forti, possiamo lottare contro chiunque e dobbiamo scendere in campo con questa mentalità".

Il Mondiale 2018: "Un momento che non dimenticherò mai"

Nel lungo racconto non poteva mancare il Mondiale del 2018, concluso dalla Croazia al secondo posto: "Sentivi che quella squadra aveva fame, energia, voglia di dimostrare qualcosa. Partita dopo partita abbiamo iniziato a crederci".

La semifinale contro l'Inghilterra resta una delle fotografie più belle: "Eravamo sotto 1-0 e abbiamo vinto 2-1. È una delle partite che non dimenticherò mai".

Poi la finale persa contro la Francia e l'accoglienza incredibile al ritorno in patria: "Normalmente dall'aeroporto al centro di Zagabria ci vogliono trenta minuti. Quel giorno impiegammo circa cinque ore. C'era gente ovunque, persone che piangevano e ci ringraziavano. È qualcosa che non dimenticherò mai".

Oggi Caleta-Car riparte dal Sassuolo, con la stessa filosofia che lo accompagna da una carriera intera: esperienza, passione e voglia di competere: "Fuori dal campo sono tranquillo, in campo invece voglio vincere e trasmettere questa passione ai miei compagni".

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Sezione: News / Data: Ven 09 ottobre 2026 alle 15:57
Autore: Manuel Rizzo
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