Niente eroismi, nessuna voglia di prendersi la scena. Solo la lucidità di chi, nel momento in cui serviva, sapeva cosa fare. Francesca Fantuzzi, 31 anni, moglie di Domenico Berardi e istruttrice di padel, ha raccontato al Corriere dello Sport i minuti concitati vissuti a Modena, quando insieme al capitano del Sassuolo è intervenuta per soccorrere uno studente colto da una crisi epilettica a bordo di una corriera scolastica.

Fantuzzi, impegnata in questi giorni anche nella ristrutturazione del B Rackets Club Modena, si trovava a pranzo con Berardi e il loro istruttore quando all’esterno del locale hanno notato il bus fermarsi e gli studenti scendere rapidamente: "Il ragazzo, all'uscita da scuola, ha avuto una crisi epilettica. Era una situazione importante, avevano chiamato l'ambulanza ma, nel frattempo, io sapevo come agire".

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"Mi sono messa subito a protezione della testa"

Dopo pochi istanti necessari a capire la gravità della situazione, Fantuzzi si è avvicinata alla corriera e ha iniziato a prestare soccorso, supportata dal marito: "Dopo un primo momento in cui non abbiamo capito bene la situazione ci siamo subito attivati. Abbiamo visto i ragazzi scendere dal bus, l'autista fare su e giù e quindi mi sono avvicinata per capire cosa stesse succedendo".

Poi le prime manovre: "Ho chiamato Domenico, per prima cosa mi sono messa in protezione della testa. Lui mi ha aiutato, il ragazzo aveva un fisico strutturato, l'abbiamo messo su un fianco e gli abbiamo tolto lo zaino dalle spalle".

Lo studente ha poi riaperto gli occhi e i due hanno cercato di tranquillizzarlo fino all'arrivo dei sanitari: "Una volta arrivati i soccorsi l'hanno portato via. Ci siamo attivati tramite il nostro istruttore per avere un contatto telefonico e sincerarci che stesse bene. Per fortuna era così".

"Non bisogna mettere le mani in bocca"

Fantuzzi ha spiegato di essere formata per affrontare emergenze di questo tipo, così come tutte le persone che lavorano nel suo centro sportivo, dagli istruttori al personale del desk e dell'amministrazione: "Mettere in protezione la testa e non mettere mai le mani in bocca come erroneamente si pensa quando si dice di intervenire sulla lingua. Sono cose che si sanno per sentito dire, invece credo che tutti dovrebbero fare un corso di primo soccorso. Può essere sempre utile".

Secondo Fantuzzi, infatti, conoscere le manovre di base aiuta anche a non farsi travolgere emotivamente quando ci si trova davanti a una situazione improvvisa: "Il ragazzo era caduto addosso a un compagno, molti erano come paralizzati e invece sapere le manovre base, ascoltare il respiro, capire come muoversi con o senza farmaco e quando spostare la persona sul fianco sarebbe fondamentale".

"Gli eroi sono altri"

Dopo l'episodio, Berardi e la moglie sono stati definiti da molti "eroi". Una parola che Fantuzzi respinge: "No, gli eroi sono altri. Eravamo due persone preparate. È questo che fa la differenza per cui approfitto di questa vicenda, che per fortuna si è conclusa senza conseguenze, per ribadire l'importanza dei corsi di primo soccorso".

Un tema sul quale si è espresso più volte anche Edoardo Bove, promotore di iniziative per diffondere la formazione soprattutto nelle scuole. Fantuzzi si dice totalmente favorevole: "Sono d'accordissimo. Credetemi: se sapete cosa fare l'aspetto emotivo passa in secondo piano".

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Sezione: News / Data: Sab 10 ottobre 2026 alle 09:03
Autore: Manuel Rizzo
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