Di fatto, Stefano Sensi è stato disponibile al 100% per un lasso di tempo simile a quello di Eriksen. Il folletto ex Sassuolo è stato al top dal 26 agosto al 6 ottobre quando è arrivato il primo di quattro infortuni che lo hanno condizionato nei cinque mesi successivi. In 42 giorni di gare ufficiali Sensi, soprattutto in campionato, è stato determinante per l’avvio sprint della squadra di Antonio Conte: 3 gol, 4 assist e un rigore procurato con una giocata d’alta scuola nelle prime sei giornate nelle quali i nerazzurri hanno raccolto 6 vittorie. Sensi è stato riconosciuto da tutti come il miglior giocatore dell’Inter in avvio di stagione. Con Tuttosport, per dire, la sua media voto in quelle prime sei gare di Serie A fu addirittura di 7.2. Poi si è spenta la luce, complice un fisico che già nelle stagioni di Sassuolo aveva a volte fatto le bizze. Come detto, dal 6 ottobre in poi, giorni della sua prematura uscita dal campo nel big match contro la Juventus per l’elongazione all’adduttore destro contro i bianconeri, per Sensi è iniziato un calvario senza fine con problemi al muscolo psoas, al polpaccio sinistro e al piede sinistro. Da ottobre fino alla sosta Sensi si è rivisto in campo solamente 8 volte, ma il suo rendimento non è mai stato paragonabile a quello di inizio stagione. 

A Torino contro la Juventus il centrocampista non c’era ancora, ma adesso, grazie anche alla sosta forzata, quando (e se) la stagione riprenderà, Sensi potrà finalmente rientrare a pieno regime. Ma se in autunno-inverno il suo nemico è stato il fisico, al rientro dovrà vedersela con un nuovo antagonista, ovvero quel Christian Eriksen acquistato a gennaio e che, sulla carta, andrà a giocare nella posizione in cui Sensi aveva mostrato le sue qualità. I due, di fatto, si sono dati il cambio, visto che insieme sono stati a disposizione solo nel derby del 9 febbraio (Sensi rimasto in panchina per tutto l’incontro, Eriksen subentrato al 27’ della ripresa a Sanchez) e nella sfida di Coppa Italia col Napoli tre giorni dopo, il 12, con Sensi titolare e il danese entrato al suo posto dopo venti minuti della ripresa. Da quel momento l’azzurro è uscito dai radar. Se si tornerà a giocare, Conte dovrà scegliere, se insistere con le due mezzali fisiche - Barella e Vecino - oppure riproporre la formula col doppio regista, affiancando Sensi o Eriksen a Brozovic. Sensi che ha bisogno di un buon finale di stagione per non far sorgere troppi dubbi all’Inter sul suo riscatto, fissato a 25 milioni: Inter e Sassuolo hanno un patto d’onore e sicuramente verrà rispettato, ma è chiaro che Marotta si aspetti da Sensi qualche risposta in più dopo due-terzi di stagione vissuti a box. 

Sezione: Calciomercato / Data: Dom 05 aprile 2020 alle 16:48
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
Vedi letture
Print