Luca D'Andrea, esterno del Sassuolo, nel corso della sua intervista alla Gazzetta dello Sport, ha parlato delle sue origini. Arriva da un quartiere difficile di Napoli, Ponticelli: "Il pallone mi ha aiutato, è sempre stato la mia ragione di vita. Da quando avevo quattro anni passavo la giornata per strada a giocare. Mia madre mi chiamava dalla finestra per farmi andare a mangiare. Ma dopo cena tornavo giù, anche se per strada a una certa ora non c’è mai nessuno. La gente ha paura, la situazione è brutta. Io sono sempre stato con i ragazzi più grandi: ero bravo con il pallone e quindi mi accettavano. E la testa mi aiutava: ho visto anche molte cose brutte, ma quando mi accorgevo che stava accadendo qualcosa, andavo via. Sono cresciuto in fretta. Alcuni amici hanno preso strade sbagliate: succede a tanti, in quel quartiere. Ma c’è anche molta gente onesta. E quando sono tornato dopo l’esordio in A, mi hanno fatto una grande festa. La mia famiglia vive ancora lì: papà Antonio (39 anni), mamma Mariana (36) e poi Pasquale (23), Mattias (12) e Simona (7). Il mio sogno è portarli tutti a Sassuolo con me. Anche se il mio quartiere me lo sono tatuato sul braccio: io che gioco per strada accanto alle case".

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Un ragazzo nato a Napoli nel 2004 cosa sa di Maradona? D'Andrea ha risposto così: "Tutto. Da piccolo mi parlavano solo di lui e cercavo i video. Mi sono innamorato di Diego. Sono tifoso del Napoli e il mio sogno è giocare lì".

Sezione: Calciomercato Sassuolo / Data: Ven 21 ottobre 2022 alle 19:11
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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